Trattori, il governo in difficoltà. Continua la protesta degli agricoltori
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alimentareIn evidenza Lun 12 febbraio 2024

Trattori, il fronte si divide dopo l'incontro con il governo. Ma la protesta va avanti

Per la Lega è necessario alzare soglia di esenzione dell'Irpef per gli agricoltori. Il ministro Lollobrigida dice di essere al lavoro con il Mef Trattori, il fronte si divide dopo l'incontro con il governo. Ma la protesta va avanti PROTESTA AGRICOLTORI TRATTORI
Fiorina Capozzi
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Fiorina Capozzi

Giornalista di economia e finanza con esperienza internazionale e autrice di "Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei" (2015) e "Telecommedia a banda larga" (2020). Riconosciuta da Reporters without borders per il suo lavoro sui media europei.

Non si ferma la protesta dei trattori. L’impegno del governo c’è con il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida che ha detto di stare lavorando “sull’Irpef insieme ai colleghi Giorgetti e Leo stiamo lavorando a una ulteriore proposta che garantisca, nel modo più rilevante possibile gli imprenditori agricoli”.

“Il sostegno al reddito dei più deboli e l’abbattimento dei costi di produzione, in un quadro di equità, restano la stella polare dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e spero che chiunque, al di là della collocazione parlamentare, abbia a cuore il sistema agricolo” ha poi aggiunto.

Il dossier è caldissimo. Gli agricoltori non ci stanno a tornare a casa con un pugno di mosche. Tanto meno con promesse che non hanno alcun fondamento concreto come del resto già accaduto a Bruxelles. Tuttavia il fronte sembra meno compatto. Per Andrea Papa, uno dei portavoce di Riscatto agricolo nelle scorse ore ” l’incontro al ministero è andato male, siamo usciti solo con delle promesse”.

I diversi punti di vista della categoria

Se da un lato c’è chi ritiene di dover andare avanti con le manifestazioni, tra gli agricoltori che pure appoggiano la protesta del movimento c’è anche chi la vede diversamente. “Secondo me è stato un confronto costruttivo – ha spiegato Roberto Rosati, anche lui portavoce degli agricoltori che aderiscono a Riscatto Agricolo. “Il ministro ha promesso che la porta per noi resta sempre aperta”. Ieri sono successe tante cose. E’ stata dal mio punto di vista una giornata positiva. Oggi al presidio faremo il punto della situazione e decideremo in maniera condivisa come procedere” ha aggiunto. Dal canto loro, gli agricoltori sono convinti che oltre alle misure fiscali sia anche necessario un tavolo tecnico permanente a cui partecipare in qualità di ‘uditorì.

Intanto prosegue il dibattito in seno al governo

In parallelo alla protesta, prosegue anche il dibattito politico. “La Lega non starà mai con chi vuole affossare il mondo agricolo  mentre c’era chi in Europa sceglieva di appoggiare una Commissione Ue disastrosa, responsabile delle folli politiche finto-green che mettono in ginocchio settori fondamentali, imprese, lavoratori e famiglie, la Lega non ha mai avuto dubbi e fin dall’inizio ha difeso gli interessi di agricoltori, pescatori e produttori italiani” hanno spiegato dal partito di Matteo Salvini.

Intanto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha ribadito il sostegno alla categoria. “A me pare che nessun governo si sia schierato a favore del mondo dell’agricoltura come ha fatto questo esecutivo. Il governo ha fatto tantissimo: depositeremo entro lunedì un emendamento” al Milleproroghe. La modifica normativa servirà a “ridurre l’Irpef agricola per gli imprenditori con una dichiarazione dei redditi fino ai 10mila euro” ed “altri emendamenti che vanno ad aiutare questo mondo” ha aggiunto.

La proposta della Lega

Così una nota della Lega, che chiede di alzare la soglia esenzione Irpef a 30mila euro e annuncia che nelle prossime settimane respingerà “direttive e regolamenti su industria e packaging che creerebbero ulteriori danni e chiedendo una revisione anticipata di una Pac che così non funziona”.

Il governo è in difficoltà

Con le elezioni europee in arrivo, l’esecutivo è alle strette. Le proteste in vari settori dell’economia si moltiplicano e anche il comparto pubblico è in fibrilazione per via dei ritardi nell’adeguamento dei salari e degli aumenti stabiliti con i contratti rinnovati senza coprire nemmeno il rialzo del’inflazione.

Il diffuso aumento dei prezzi ha messo in difficoltà non solo le imprese, ma soprattutto le famiglie che, sempre in maggior numero, fanno fatica ad arrivare a fine mese. Tutto questo mentre a Francoforte, la banca centrale europea continua a ritenere opportuna una politica monetaria restrittiva che sta spingendo il Vecchio continente in una spirale recessiva. Quanto basta, insomma, non solo per alimentare scioperi e proteste, ma anche l’astensionismo alle prossime elezioni. Non a caso, oltre ai trattori anche le marinerie e l’economia del mare ha protestato contro le regole del Green deal che mettono a repentaglio la sopravvivenza delle aziende italiane.

(Teleborsa)

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