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AperturaAuto Dom 29 ottobre 2023

Mr. Toyota contro l'auto elettrica. E molte Case staccano la spina

Il presidente del gruppo numero 1 al mondo: "L'approccio ideologico al green punisce i consumatori". Vendite di Bev sotto le attese per tutti i Gruppi: e scattano chiusure e tagli. Mr. Toyota contro l'auto elettrica. E molte Case staccano la spina TOYOTA LOGO
Maurizio Cattaneo
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Maurizio Cattaneo

Un approccio ideologico all’auto elettrica finisce solo per punire i consumatori”.  Ad attaccare i sostenitori della transizione green  in tempi  irragionevolmente stretti, questa volta è stato nientemeno che Akio Toyoda, presidente del consiglio di amministrazione della Toyota, casa automobilistica numero 1 al mondo. Ed a Bruxelles dovrebbero sentirsi fischiare le orecchie vista le recenti decisioni demagogiche ed anti-industriali su emissioni dei mezzi pesanti,  conferma del divieto di vendita di auto diesel e benzina dal 2035, e  no ai biocarburanti.

Ma Toyoda, parlando all’apertura del Japan Mobility Show si è spinto oltre, mettendo,  come si suol dire, il dito nella piaga. “Il calo della domanda di auto elettriche è la dimostrazione che la spina non rappresenta l’unica strada per il futuro dell’industria automobilistica – ha affermato senza mezzi termini Mr. Toyota – E le persone stanno finalmente cominciando a vedere le cose come stanno”. “Ci sono molti modi per scalare la montagna della neutralità di CO2  ha concluso, – senza far soffrire le persone normali che utilizzano quotidianamente le vetture”.

Il grande flop del green su ruote

In effetti, dagli Stati Uniti all’Europa, la vendita di auto elettriche negli ultimi mesi sta andando peggio del previsto ((nell’Ue solo un + 14% ma con Paesi come l’Italia attorno al 3%). Persino in Cina, la patria delle vetture a spina, in questi ultimi mesi le immatricolazioni sono state la metà rispetto all’anno precedente.  E tutte le previsioni degli analisi per il 2024 dipingono un ulteriore calo della domanda. Non è un caso che in queste settimane più di una Casa abbia denunciato una crescita “al di sotto delle aspettative” e sia tornata sui propri passi nei piani di sviluppo dell’elettrico.

Le Case fanno retromarcia

L’ultima notizia, in ordine di tempo, è che Honda e General Motors hanno deciso di stracciare l’accordo di partnership per lo sviluppo di un’ auto a batteria “dal prezzo accessibile”.  L’accordo aveva come fulcro la progettazione di crossover compatte a batteria che, sfruttando la piattaforma e le batterie Ultium del colosso di Detroit, sarebbero dovute arrivare sul mercato nel 2027 a prezzi inferiori ai 30 mila dollari. Le due aziende pensavano di produrne e venderne per milioni di unità, traguardo giudicato oggi come un miraggio. “Stiamo adottando misure immediate per migliorare la redditività del nostro portafoglio di veicoli elettrici e adattarci al rallentamento della crescita a breve termine” ha ammesso  l’amministratore delegato di  Gm,  Mary Barra. Non solo. In quest’ottica va letta anche la decisione di rinviare di un anno l’avvio della produzione delle varianti a batteria dei pick-up Chevrolet Silverado e della Gmc Sierra.

Anche in casa Ford si stanno avendo dei ripensamenti. Il gruppo americano  ha posticipato di un anno l’obiettivo di produrre 600 mila auto elettriche nel 2023,  sottolineando di non poter prevedere il raggiungimento dei 2 milioni di vetture a spina inizialmente fissato per il 2026. Si è così deciso di rinviare la produzione a Colonia del nuovo Explorer e tagliare i turni lavorativi a Dearborn. Anche la LG Energy Solution, grande produttore di batterie e partner di Ford  ha lanciato l’allarme: “Il prossimo anno la domanda di veicoli elettrici potrebbe essere inferiore alle aspettative”.

Se si passa a Volkswagen la situazione è la stessa.” Quello che inizia a mancare sono gli ordini per i prossimi mesi – ha ammesso  il responsabile commerciale della Casa tedesca, Hildegard Wortmann parlando di “trend di mercato al di sotto delle aspettative“. Parole che si sono tradotte nei primi tagli di posti di lavoro tra Emden, Zwickau e Dresda.  Stesso discorso per la sorella Audi che ha deciso di rinviare la produzione della Q4 e-tron. Rimanendo nel segmento premium sono da registrare l’accorata previsione della   Mercedes-Benz. Spiegando i dati dell’ultima trimestrale,  la Casa di Stoccarda parla di “contesto di mercato sottotono,  in particolare nel segmento dei veicoli elettrici”. Perfino l’indiscusso campione dell’elettrico, Elon Musk , ha lanciato forti segnali negativi, commentando i risultati inferiori alle attese di Tesla dell’ultimo trimestre. “Comprare una vettura elettrica per i consumatori sta diventando sempre più difficile – ha detto Musk, – e noi dobbiamo prenderne atto”.  Anche Stellantis sta in parte rivedendo la strategia del “tutto elettrico subito”, rimettendo in produzione la versione endotermica (che era stata cancellata) di due modelli di punta ovvero la 500X.

Senza incentivi l’elettrico fa blackout

Il caso tedesco mostra quanto siano necessari i sostegno pubblici per  tenere in vita l’auto elettrica. La fine degli incentivi aziendali ha infatti fatto  crollare  le immatricolazioni  in Germania del 28,6% rispetto all’anno precedente. Ma  a settembre il tonfo è stato del  63% sul mese precedente. Negli Usa l’amministrazione Biden è arrivata a regalare fino a 7.500 dollari di sconto agli automobilisti che passano all’auto elettrica. Ma anche lì le vendite crescono ma non decollano. Poi ci sono Paesi che snobbano “la spina” anche in presenza di forti incentivi. E’ il caso italiano dove nel 2023, a fronte di un tesoretto per l’endotermico completamente consumato dagli automobilisti, ci sono gli incentivi per il green, snobbati dagli automobilisti, ancora nelle casse dello Stato. E per il 2024? Le previsioni non sono rosee tanto che il governo sta pensando di dirottare i fondi per l’elettrico sui modelli diesel e benzina.

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