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AperturaAuto Mer 03 aprile 2024

Tavolo automotive: da Stellantis solo promesse per Mirafiori. Di certo c'è solo la Cig

Nell'incontro al Mimit ribadita la strategia del "tutto elettrico" in un momento in cui le vendite green calano in Europa. Solita richiesta di incentivi. Delusione per Urso e sindacati Tavolo automotive: da Stellantis solo promesse per Mirafiori. Di certo c'è solo la Cig
Maurizio Cattaneo
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Maurizio Cattaneo

Una sola cosa certa: i lavoratori di Mirafiori dovranno fare i conti con  cassa integrazione e possibili nuove cure dimagranti ancora per mesi. Dal secondo giorno del “tavolo sull’ automotive” a cui hanno partecipato il ministro Urso, Stellantis e le associazioni di categoria (e che aveva come tema proprio il futuro dello stabilimento torinese), non è infatti emersa alcuna sostanziale novità. Anzi, il gruppo franco-italiano guidato da Carlos Tavares ha ribadito il crono programma verso il “tutto elettrico” nonostante in  Europa e negli Usa le vendite di auto a spina segnino nuovi pesanti cali. Da qui la preoccupazione dello stesso ministro delle Imprese e del Made in Italy e dei sindacati che giudicano “insufficienti le strategie esposte dal gruppo automobilistico ex-Fiat”.

Il miraggio del milione di auto prodotte in Italia

A marzo la percentuale di vendita delle auto elettriche in Italia è crollata sotto il 3%. Anche in Spagna e Germania il green ha subito un tracollo e, a parte la Norvegia, le vetture a spina segnano il passo un po’ in tutto il Vecchio Continente. Oggi a Mirafiori le 500 elettriche prodotte in un giorno coprono la domanda di tutto un mese. E la ripresa della produzione della 500 endotermica (che Tavares aveva pensionato ma che in fretta e furia ha dovuto rimettere in linea) viene considerata solo a tempo. Anche per Maserati (la cui produzione è stata spostata a Mirafiori dopo la chiusura dello stabilimento di Grugliasco),  il futuro sarà ” a spina”. Partendo da questi presupposti, almeno nel breve periodo, il futuro per Mirafiori si fa difficile, come pure appare sempre più lontano l’obbiettivo di tornare a produrre nel nostro Paese almeno 1 milione di vetture all’anno. In ogni caso si è capito che  mentre altre case automobilistiche come Mercedes, Bmw, Volkswagen stanno adattando le strategie alla richiesta di un mercato che chiede modelli a benzina,  Tavares, non intende retrocedere dalla linea che porterà il gruppo nel 2030 a produrre il 70% dei modelli a spina. Ed uno dei perni nel green dovrebbe essere proprio Mirafiori.

Solite promesse e la solita richiesta di incentivi

In realtà l’esordio di Stellantis al tavolo dell’automotive aveva fatto ben sperare. “Mirafiori rappresenta il cuore pulsante di Stellantis in Italia – ha esordito  Davide Mele responsabile Corporate Affairs del gruppo automobilistico, – e condividiamo l’obiettivo chiesto dal Mimit di un milione di veicoli prodotti in Italia”. Poi però, scendendo in dettaglio, ecco la doccia fredda. “Per quanto riguarda Mirafiori- ha spiegato  Mele – si produrrà in esclusiva un modello di punta come la 500 elettrica “.  Su Maserati, ha continuato il manager, si sta lavorando per l’elettrificazione sulla piattaforma “folgore” dei nuovi modelli da produrre: Gran Cabrio ed entro giugno la nuova Quattroporte. E’ stato poi annunciato per la prossima settimana il lancio a Mirafiori del sito per la produzione di cambi elettrificati che impiegheranno oltre 500 addetti. “A queste attività  si aggiungono – ha detto ancora Mele, – l’hub per il riciclo e per le batterie”.

Detto questo ecco il nuovo attacco sul fronte degli incentivi: “I piani di Stellantis sono chiari, ma il governo italiano deve varare gli incentivi all’acquisto dell’auto elettrica al più presto – ha detto Mele. – Ad oggi, non abbiamo ancora certezza di quando questi provvedimenti saranno effettivamente operativi. E nel frattempo il mercato continua a perdere colpi, relegando l’Italia a fanalino di coda europeo nello sviluppo dell’elettrificazione a quattro ruote con un mix del mercato elettrico intorno al 2-3%, Una situazione che incide notevolmente sui nostri impianti italiani, ed in particolare Mirafiori”. Per quanto riguarda la decisione di allocare in Polonia un’auto elettrica in collaborazione con Leapmotor, Mele ha infine precisato che “che al di là delle notizie uscite sui giornali Stellantis non ha ancora deciso nulla”.

Il ministro: “Abbiamo fatto la nostra parte”

“A Mirafiori serve almeno un nuovo modello di auto che risponda alle esigenze del mercato italiano –  ha detto il ministro  Urso di fronte agli annunci di Stellantis. – Un modello competitivo, anche perché il governo ha messo 1 miliardo in incentivi e se Stellantis non produce auto che rispondono alle esigenze del mercato italiano e alle caratteristiche degli incentivi, questi vanno ad auto prodotte all’estero”. “E’ necessario – ha concluso il  ministro – che l’azienda chiarisca quali modelli, con quale produzione e con quali livelli occupazionali si possa raggiungere l’obbiettivo della produzione di un milione di auto in Italia”. In ogni caso, ha ribadito Urso “se vedremo che gli incentivi andranno a modelli  non prodotti in Italia dall’anno prossimo cambieremo le regole”.  “Come pure- ha concluso il ministro – prosegue la ricerca di un secondo produttore per l’Italia. Ed i gruppi interessati a sbarcare nel nostro Paese sono otto“.

La delusione dei sindacati

Uscendo dall’incontro al Mimit, Ferdinando Uliano segretario generale della Fim-Cisl, ha parlato di “insoddisfazione”. “Non abbiamo avuto risposte rispetto alle nostre richieste – ha spiegato Uliano. – Abbiamo chiesto un modello di largo consumo per saturare l’impianto e non abbiamo avuto risposta”. “Infatti –  ha ribadito Uliano, per noi la Fiat 500 non può saturare l’impianto”. Dello stesso avviso Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto: “Bene gli incentivi, ma per  Mirafiori e per le stesse imprese dell’indotto, é necessaria una nuova vettura di larga diffusione. Auspichiamo una vettura possibilmente ibrida, giacché ci pare imprudente o comunque prematuro puntare esclusivamente sul full electric”.

Ancora più critica la Cgil, secondo cui “il tavolo su Mirafiori purtroppo nella sua sostanza é stato lo stesso del tavolo su Melfi. Il contributo di Stellantis e’ stato imbarazzante. Oggi come ieri non ha dato risposte”. “Il gruppo ha continuato a parlare della necessità degli incentivi per aumentare i volumi della 500 elettrica – ha dichiarato Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità, – ma non ha parlato di nuovi modelli” “Chiediamo un rilancio dello stabilimento  – ha aggiunto il dirigente sindacale. -Senza questi punti il rischio é che tra sette anni Mirafiori chiuda per consunzione in quanto tutti gli addetti saranno in pensione”. Una ricetta che è la stessa di quella proposta dalla vicesegretaria generale Fismic Confsal, Sara Rinaudo.  “Mirafiori in questo momento é in una situazione di stallo e non vogliamo assolutamente che si arrivi a un lento spegnimento – ha detto Rinaudo. – Per non rischiare di spegnere prima o poi l’interruttore, occorre necessariamente, insieme a ricerca e sviluppo, la produzione. Servono nuovi modelli che abbiano un’ampia risposta sul mercato; un mercato che ricordiamo registra ad oggi un serio calo della vendita dell’elettrico, e per questo serve un l’allungamento della fase di face out dei modelli endotermici, con produzione di modelli ibridi e a basse emissioni”‘.

Il flop del green fa scivolare Stellantis

Stellantis intanto è scivolata in Borsa fino al 2%.  A pesare, i dati sulle immatricolazioni: quelle in Italia  hanno mostrato per Stellantis un calo dell’11,6% a marzo, a fronte di una flessione del mercato del 3,7%.  Consuntivo negativo anche in Francia a -9%  e in  Spagna -23%. Si tratta del primo calo dopo 19 mesi di rialzi, imputabile secondo gli analisti, all’attesa dei nuovi incentivi per l’elettrico”.

 

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