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La vinificazione 4.0 è realtà per Mastroberardino che punta all'agricoltura di precisione con Rsm

Il gruppo irpino famoso nel mondo per il suo Taurasi ora vuole digitalizzare anche il settore dell'accoglienza e ospitalità. La vinificazione 4.0 è realtà per Mastroberardino che punta all'agricoltura di precisione con Rsm
Mikol Belluzzi
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Mikol Belluzzi

La vinificazione 4.0 è diventata una realtà per il gruppo Mastroberardino. L’azienda vitivinicola irpina, giunta ormai all’11esima generazione e nota il tutto il mondo per il suo Taurasi Radici, dopo lo scossone del Covid e il progressivo imporsi dell’evoluzione 4.0 nel comparto agricolo, da qualche anno sta portando avanti un programma pluriennale di progetti digitali che coinvolgono dalla logistica alla vendemmia, dalla gestione delle vigne all’ospitalità con al fianco il partner strategico Rsm. “Per produrre il nostro vino utilizziamo sia vigne di proprietà che di soggetti terzi che ci affiancano da lunga data” sottolinea a Verità e Affari Giuseppe Calabrese, amministratore delegato di Mastroberardino “e siamo convinti che l’Industria 4.0 ci possa aiutare a produrre meglio le piccole quantità dei nostri 25 vini lungo tutto il processo produttivo. In pratica. abbiamo ottenuto i vantaggi di una produzione industriale pur con i numeri di una artigianale”.

I vigneti messi in rete

Così è partita l’automazione dei processi agricoli, che ha consentito di connettere i vigneti attraverso dei sensori inseriti in microzone per monitotorare meteo e umidità attraverso l’agricoltura di precisione. Questo processo si aggiunge al percorso di sostenibilità iniziato nel 2011 con il Protocollo Viva e con il ricorso alla lotta integrata per ridurre i prodotti chimici utilizzati in vigna. Inoltre, sempre grazie a una rete di sensori, Mastroberardino ha tagliato i consumi di carburante dei trattori, mentre in cantina la tecnologia 4.0 ha consentito di monitorare da remoto la spremitura (diversificata in base alle varie tipologie di vino), ma anche la fase di affinamento nelle botti e nei serbatoi di acciaio, dove sono state create zone con temperature differenti.

Recuperati 2 milioni di euro

“I singoli investimenti hanno prodotto un miglioramento delle capacità di controllo degli impianti, in via centralizzata e semi-automatizzata attraverso tecnologie di remote monitoring, e all’incremento della elasticità degli stessi, utile a rendere economicamente più efficienti anche lotti di produzione più contenuti” ha sottolineato Laura De Lisa, partner funding and development leader di Rsm. “Gli investimenti, oltre che efficientare il processo produttivo, hanno avuto un importante impatto in termini di tracciamento della filiera. Aspetto di fondamentale importanza considerando le evidenze informative richieste dalle certificazioni DOC o IGP delle produzioni vitivinicole dell’azienda. Per l’introduzione del sistema di vinificazione integrato in chiave 4.0, con i soli crediti d’imposta per gli investimenti in beni strumentali 4.0 ubicati nel mezzogiorno, Mastroberardino ha recuperato oltre 2 milioni di euro nel solo triennio 2020-2022”.

Si punta anche sul fotovoltaico

“Consumiano abbastanza energia” ha continuato Calabrese “e il 90% la utilizziamo per il mantenimento delle temperature e per questo motivo abbiamo realizzato un impianto fotovoltaivo sul fabbricato storico che vale un terzo del nostro fabbisogno”. Il prossimo obiettivo è “integrare anche la parte dell’accoglienza e ricettività. La struttura è un agriturismo con 12 stanze dove vogliamo realizzare un maggiore efficentamento energetico e migliorare la customer experience”.

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