Gigafactory, maxi finanziamento per Stellantis - V&A
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ApprofondimentiAuto Ven 09 febbraio 2024

Gigafactory, maxi finanziamento per Stellantis. Che lascia Termoli in coda

Sarebbe alle battute finali il via libera a 4 miliardi di euro ad Acc per gli impianti di produzione di batterie. Ma la montagna di soldi andrà prima di tutto in Francia e Germania. Gigafactory, maxi finanziamento per Stellantis. Che lascia Termoli in coda 3SUN GIGAFACTORY ENEL CATANIA
Maurizio Cattaneo
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Maurizio Cattaneo

Altra doccia fredda sull’industria italiana dell’auto. E ancora una prova che le promesse dell‘amministratore delegato di Stellantis, Tavares,  appaiono come il tentativo di gettare la palla più lontano possibile nel tempo.  Di per sé la notizia rilanciata da Bloomberg potrebbe apparire positiva. Automotive Cells Company (Acc), la joint venture per la produzione di batterie tra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies, sarebbe ormai prossima ad ottenere  un maxi-finanziamento da  4,4 miliardi di euro. I nuovi capitali, secondo quanto riposta l’agenzia, saranno destinati a sostenere i progetti di espansione industriale.

Francia sempre al primo posto

La fase finale delle trattative “con diverse istituzioni finanziarie” riguarderebbe ormai i  dettagli di un finanziamento che avrebbe già ottenuto un sostanziale  via libera. Ma chi sono queste istituzioni finanziarie a sostegno del gruppo automobilistico franco-italiano? Ebbene si tratta di un consorzio di banche commerciali (tra cui Bnp Paribas) e di diverse realtà creditizie statali come (Bpi France) tutte francesi, con Bpi Paribas che è già azionista diretto di Stellantis. Inutile dire che la montagna di soldi che avrà a disposizione Tavares verrà prima di tutto utilizzato per sostenere lo sviluppo industriale in Francia.

Termoli resta sempre sulla carta

Ed infatti Bloomberg rivela che  l’operazione, che prevede investimenti complessivi per 7 miliardi di euro, riguarderà in particolare  l’espansione della prima gigafactory di Stellantis già inaugurata a Douvrin in Francia. Poi c’è il finanziamento dei lavori di costruzione di una seconda gigafactory  a Kaiserslautern (Germania). Un passo imposto da Mercedes che non sta certo a guardare  il rafforzamento della sola industria automobilistica transalpina.  Solo in parte si penserà alla gigafactory prevista in Molise a Termoli i cui lavori avrebbero dovuto partire all’inizio di quest’anno ma sono slittati di sei mesi.

L’importanza delle gigafactory

Le  gigafactory  sono fondamentali per lo sviluppo e la competitività sul mercato delle Case automobilistiche  alla luce della svolta verso l’auto elettrica e dello strapotere dei produttori cinesi (il Paese del Dragone ha il quasi monopolio delle materie prime). Non solo: i nuovi mega impianti garantiscono un futuro a  migliaia di lavoratori di un settore che rischia di lasciare sul terreno decine di migliaia di disoccupati. Anche per questo in Italia c’è grande attesa per l’impianto di Termoli.

Non è un caso che tutti i maggiori gruppi automobilistici, dall’Europa agli Usa sino all’Oriente stanno investendo su queste mega strutture.   Il gruppo Volkswagen, per fare un esempio, dispone già di sei impianti che si occupano anche del riciclaggio delle batterie esauste. Porsche ha stretto un accordo con Customcell, specialista delle batterie ad alte prestazioni. Nel caso di Volvo le forniture saranno garantite dalla svedese Northvolt che fornisce anche Bmw. Quest’ultima, a su volta, ha una strategia ad ampio respiro che comporta investimenti diretti e diversi fornitori (Catl, Lg, Samsung e Northvolt) oltre che  l’acquisto diretto delle materie prime (come il litio). Ford oltre a creare la società BlueOvalSK per la produzione negli Usa, ha stretto accordi con gli specialisti di batterie allo stato solido Solid Power e istituito il Ford Ion Park per la ricerca avanzata nel settore. Per non parlare di Tesla che fa delle gigafactory uno dei suoi cardini per il taglio dei listini.

 

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