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AperturaAuto Ven 16 giugno 2023

Auto, Euro 7 spacca il governo tedesco. Ed ora Bruxelles trema

Italia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria si sono già detti contrari. Se si unirà Berlino la legge verrà fermata Auto, Euro 7 spacca il governo tedesco. Ed ora Bruxelles trema
Maurizio Cattaneo
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Maurizio Cattaneo

Il governo tedesco si spacca su Euro 7

Euro 7 spacca il governo tedesco. A dar voce alla rivolta nei confronti delle decisioni prese a Bruxelles in materia di transizione ecologica della mobilità e dei trasporti è stato  il ministro dei Trasporti Volker Wissing  che ha manifestato  tutta la sua contrarietà all’introduzione del nuovo standard diesel. Wissing ha detto che si sta compiendo  “un errore nell’addebitare costi considerevoli all’industria automobilistica e ai produttori di veicoli commerciali”. In campo opposto il ministro dell’Ambiente Steffi Lemke (partito dei Verdi) che insiste affinché l’Euro 7 venga lanciato  entro un anno.

Gli alarmi delle big dell’auto

La posizione di Lemke sembra via via indebolirsi, anche sulla spinta dei continui allarmi lanciati dall’industria automobilistica tedesca. Ultimo in ordine di tempo quello proveniente da Monaco  dove ha sede il colosso dei veicoli pesanti Traton, filiale del Gruppo Volkswagen che opera con i marchi Man, Scania, Navistar e Volkswagen Caminhões & Ônibus. Il ceo di Traton,  Christian Levin e il cfo Annette Danielski hanno lanciato congiuntamente l’allarme su costi aggiuntivi “dell’ordine di miliardi di euro” che sanno legati allo standard sulle emissioni Euro 7.

Investire su una tecnologia già condannata a morte

La presa di posizione di Levin  segue le dichiarazioni  del  numero uno di Man,  Alexander Vlaskamp. “Nel caso in cui la legge arrivi così come è ora prevista – ha detto Vlaskamp – saremo gravati da enormi costi, circa un miliardo di euro, da investire in una tecnologia in scadenza, anche se siamo di fronte a una trasformazione enorme”. “Le regole proposte per abbattere le emissioni sono definite in modo così rigoroso che in realtà avremo bisogno di più carburante cosa che ridurrà gli ossidi di azoto solo marginalmente – ha  spiegato Vlaskamp. Le future normative, viene ancora ribadito, sono contraddittorie  e potrebbero addirittura colpire anche le auto 100% elettriche e quelle a idrogeno.

La norma Euro 7 prende infatti in considerazione inquinanti come il particolato dovuto all’abrasione dei pneumatici e alla polvere degli impianti frenanti, rendendo a rischio  anche veicoli ritenuti green. Ma il vero problema è che Euro 7, che comporta un salto tecnologico e costi esorbitanti, arriverebbe a meno di 10 anni dal divieto di vendere le auto diesel e benzina dell’Ue. E dunque l’industria dovrebbe dirottare fondi per implementare una tecnologia già praticamente condannata a morte, invece di concentrare gli investimenti su elettrico, e-fuel (e probabilmente biocarburanti) .

L’Italia ed il fronte dei contrari

A tutt’oggi Italia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria si sono detti contrari a Euro 7 . Una compagine che però non raggiunge ancora quella “minoranza di blocco” in grado di fermare la legge. Per approvare un atto presentato dalla Commissione o dall’Alto rappresentante, infatti, c’è bisogno del voto a favore del 55% degli Stati Membri che rappresentino almeno il 65% della popolazione europea.

Francia, Italia e Polonia rappresentano attualmente il 37,23% della popolazioni europea, che sommata alle percentuali della Romania (4,33%) e quelle di Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria e Ungheria – tutte fra l’1 e il 2% – non arrivano al  65% della popolazione europea. Il ministro dei Trasporti Salvini,  ha bollato la normativa “sbagliata e priva di senso sia dal punto di vista economico e sia da quello ambientale” e si dice  certo che si arriverà a formare una maggioranza per evitare “il salto nel buio”. E visto ciò che sta avvenendo in Germania l’ipotesi del ministro diventa sempre più probabile.

Gli Stati dell‘Unione Europea e il Parlamento di Bruxelles, in presenza di un “blocco” dovranno  rinegoziare il progetto e concordare una linea comune. Attualmente è previsto che le regole Euro 7 entrino in vigore nel 2025 per le auto e nel 2027 per i mezzi da trasporto e gli autobus.

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