Auto, lo scandalo sulla sicurezza di Daihatsu pesa sulle vendite di Toyota
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ApprofondimentiAuto Lun 01 aprile 2024

Auto, lo scandalo sulla sicurezza di Daihatsu pesa sulle vendite di Toyota

La manipolazione dei dati investe anche la Casa madre. Intanto sul fronte emissioni Mercedes perde una causa. La replica: "Agito correttamente". Dieselgate: altro capitolo Vw Auto, lo scandalo sulla sicurezza di Daihatsu pesa sulle vendite di Toyota Toyota
Maurizio Cattaneo
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Maurizio Cattaneo

Toyota rischia di perdere la leadership mondiale delle vendite di auto a causa della controllata Daihatsu. Lo scandalo della falsificazione dei dati sulla sicurezza pesa in Borsa e nei concessionari con risultati aziendali in forte calo. Solo in Giappone la flessione della domanda  a febbraio è stata del 33,3%  rispetto all’anno precedente. In parallelo, la produzione nazionale ha registrato un calo del 12,9%. A livello globale, le vendite hanno registrato un calo del 6,9%, attestandosi a 719.630 unità, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, segnando il primo decremento da molti mesi. Inoltre, la produzione è diminuita del 2,6%, scendendo a 737.180 unità, rappresentando la prima contrazione dell’ ultimo anno e mezzo.

Difficile raggiungere gli obbiettivi 2024

Nonostante Toyota abbia raggiunto un record di produzione globale di 9,16 milioni di veicoli per l’anno fiscale 2023 con un mese di anticipo, secondo gli analisti è improbabile che riesca a raggiungere i nuovi obiettivi rivisti al rialzo, ovvero un’output di 10,1 milioni di unità prodotte e vendite di 10,4 milioni di unità. Anche perché  durante il periodo tra fine gennaio e inizio marzo, il gruppo è stato costretto a sospendere fino a sei linee di produzione in quattro stabilimenti, mentre Daihatsu,  dopo aver ammesso di aver manipolato i dati per la maggior parte dei suoi modelli soprattutto tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, ha interrotto l’output in tutti i suoi impianti nazionali. E Questo ha avuto un impatto significativo sulle vendite complessive della casa madre. Vendite a picco anche in Cina, mentre la Casa giapponese tiene in Nord America.

Per Mercedes causa sul fronte delle emissioni

Il gruppo Mercedes-Benz è responsabile nei confronti dei proprietari di alcune delle sue auto diesel dotate di un dispositivo di manipolazione delle emissioni, secondo quanto stabilito da un tribunale tedesco. Lo riporta Bloomberg spiegando che la sentenza della Corte d’Appello di Stoccarda riguarda i modelli Mercedes Glc e Glk. Gli oltre 2.500 automobilisti che hanno intentato una causa collettiva attraverso una associazione sostengono che la casa automobilistica abbia manipolato i motori diesel per violare le norme sulle emissioni. Gli automobilisti non riceveranno direttamente i risarcimenti, ma devono ora fare causa individualmente. Mercedes ha dichiarato che ricorrerà in appello contro la sentenza sostenendo che l’azienda e i suoi dipendenti hanno agito correttamente. L’azione legale in pratica replica la causa contro Volkswagen per lo scandalo delle emissioni diesel, conclusasi con un accordo da 830 milioni di euro nel 2020.

Il dieselgate non finisce mai

E proprio per quanto riguarda Volkswagen è di questi giorni la notizia che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Volkswagen Italia e Volkswagen Aktiengesellschaft nei confronti della sanzione da 5 milioni di euro irrogata dall’Antitrust italiano, confermando la sentenza del Tar del Lazio del 2019. Si tratta dell’ennesimo capitolo del  dieselgate, la vicenda legata a dispositivi installati sulle auto per falsificare i dati sulle emissioni.  Volkswagen Italia e Volkswagen Ag fanno sapere che “non condividono la decisione e si riservano di analizzare l’articolata sentenza”. Ma per il gruppo cattive notizie anche in Germania.  Il tribunale amministrativo dello Schleswig-Holstein, si è espresso infatti  contro la Casa tedesca sempre per quanto riguarda un software per motori diesel di vecchia generazione.

 

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