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Auto a benzina e diesel messe al bando: che cosa succede adesso e chi ci guadagna

In Approfondimenti, Auto
8 Giugno 2022

Lo stop alle auto benzina e diesel

Una decisione storica. Passa nell’Europarlamento la proposta della Commissione, che mette al bando le auto a benzina e diesel, con il relativo blocco delle vendite a partire dal 2035. Unica eccezione per le case automobilistiche di nicchia, come Lamborghini e Ferrari, che potranno beneficiare della deroga alle regole Ue sull’emissione della C02. Una svolta che, però, non accontenta tutti. Anzi. E lascia aperti diversi interrogativi.

Il leader della Matteo Salvini ha bollato la norma sui social come “una follia assoluta. Un regalo alla Cina, un disastro per milioni di lavoratori italiani ed europei”. Intendendo come con questa scelta sarà avvantaggiato il gigante asiatico. Mentre il direttore dell’Anfia (l’associazione nazionale filiera industria automobilistica) Gianmarco Giorda parla di “70.000 i posti di lavoro a rischio nell’industria automotive, legata alla produzione di componenti che non serviranno per l’elettrico”.

“L’elettrico a oggi non è in grado di compensare la perdita di posti di lavoro, non basta costruire colonnine di ricarica o altri componenti. Servono piuttosto azioni per portare in Italia pezzi di filiera legati alla produzione di batterie per le auto elettriche”, ha aggiunto Giorda. E riferendosi all’idrogeno ha concluso: “È una tecnologia, può essere un’opportunità, ma al momento è soltanto una nicchia”. 

Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl, ha infine osservato: “Con il voto dello stop ai motori endotermici entro il 2035 non è più rinviabile una politica attendista sul mettere in atto risorse e investimenti che consentano la trasformazione industriale del settore e soprattutto la sua sostenibilità sociale”.