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Rinasce lo storico marchio di auto Osca: acquistato dalla famiglia Maserati

In Auto
20 Settembre 2022

Le auto a marchio Osca

Massimo Di Risio, che oggi ha 62 anni, era praticamente in fasce quando una piccola Osca da 1.500 cc , vinceva la 12 ore di Sebring negli Stati Uniti mettendo in fila una concorrenza ben più potente e blasonata. A guidarla un fuoriclasse come Stirling Moss, certamente il miglior pilota della seconda metà degli Anni ‘50, che non riuscì mai a vincere un mondiale oscurato dalla stella di Manuel Fangio. Su uno di questi bolidi (vezzosamente e, soprattutto verniciata di bianco per distinguerla dal resto della scuderia) ha corso anche Maria Teresa De Filippis, nobildonna napoletana e, finora, unica quota rosa in F1.

Massimo Di Risio non ha dimenticato di essere stato un pilota prima ancora che un imprenditore sicuramente coraggioso. La sua Dr Motor è infatti, l’unica fabbrica italiana (Lamborghini a parte) a costruire automobili al di fuori dell’impero Exor. Così, volendo riprovare antiche emozioni, ha acquistato il marchio Osca dalla famiglia Maserati che lo deteneva dalla fondazione nel 1947. Ovviamente la fabbrica era nata in provincia di Bologna, nella Motor Valley che ha fatto la storia dell’automobilismo sportivo mondiale. Nonostante le grandi vittorie sportive la Osca, però, ha venduto solo qualche centinaio di esemplari.

Non a caso oggi sul mercato dei collezionisti una vetturetta uscita dal laboratorio di San Lazzaro di Savena può valere fino a 150 mila euro. Ma è una quotazione puramente spirituale: difficile trovare un collezionista disponibile a privarsi del suo gioiello. Soprattutto il modello più famoso: la barchetta biposto, dotata di un motore 4 cilindri da 1099 cc, 72 cv e seimila giri. Il telaio numero 1139 fu dotato di un motore da 1.350 cc doppio albero e 90 cv che alla sua terza gara, vinse con Gigi Villoresi, il Gran Premio di Napoli. Questa barchetta resta il modello più venduto di tutta la storia della Osca: 80 esemplari in tutto. Figuriamoci le altre.

La casa del tridente

D’altronde i padri dell’auto Osca erano dei geni della meccanica ma degli assoluti dilettanti sul piano commerciale. A differenza di Enzo Ferrari che fu l’inventore delle sponsorizzazioni auto. Si chiamavano Ernesto, Ettore e Bindo Maserati. Avevano fondato la casa del Tridente con macchine tanto belle quanto fragili. Erano stati salvati dal crack a metà degli anni ‘30 dall’intervento di Adolfo Orsi. Però erano rimasti a lavorare in azienda fino al 1947 quando, lasciata la loro creatura avevano lanciato la Osca (Officine Specializzate Costruzione Automobili) . Si erano specializzati nelle auto di piccola cilindrata seguendo la strada che, con ben diversa fortuna, aveva intrapreso la Porsche.

Lo stop è arrivato nel 1967.

Dopo anni di inattività Osca torna tornare a far parlare di sé. A vendere la figlia di Alfieri Maserati, Fabia, che oggi detiene i diritti di Osca Jeweles, con la quale ha appena lanciato una linea di orologi. Ora dovrebbe tornare a occuparsi di auto.

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Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.