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AperturaAuto Ven 19 gennaio 2024

Partono gli incentivi: e si annuncia un nuovo flop per l'auto elettrica

Da martedì prossimo via ai vecchi bonus 2023 poi da febbraio arrivano quelli 2024 più ricchi. Si punta sul green per favorire Stellantis Partono gli incentivi: e si annuncia un nuovo flop per l'auto elettrica COLONNINE PER LA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE, Colonnine per la ricarica di auto elettriche
Maurizio Cattaneo
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Maurizio Cattaneo

 

Martedì ripartono i vecchi incentivi, il primo febbraio arrivano quelli nuovi ma alla fine il risultato non è destinato a cambiare: assisteremo quasi sicuramente alla corsa per accaparrarsi i bonus per benzina e diesel (che nel 2022 e 2023 sono finiti in poche settimane) e  un nuovo gigantesco flop sul fronte delle vetture elettriche, che nessuno vuole. D’altra parte la Germania insegna che l’asfittico mercato delle vetture a “spina” si muove soltanto in presenza di maxi-bonus: a dicembre, finiti gli incentivi, la domanda di elettriche in Germania è precipitata del 50%.  Un discorso che vale ancor più in Italia dove il reddito medio della popolazione è del 30 inferiore a quello dei tedeschi con le vetture a spina che costano dal 25 al 30% in più degli stessi modelli endotermici.

Un favore a Stellantis

Ma perché si continua a spingere sul bonus per le  elettriche che nessuno vuole? Una premessa: il governo,  in un primo tempo aveva annunciato l’intenzione di  rendere più ricco il “tesoretto” per le endotermiche drenando risorse dall’elettrico (rimaste in cassa perché inutilizzate). Poi invece è arrivato il cambio di rotta e la conferma  della divisione degli anni precedenti. Una scelta in qualche modo obbligata a difesa dell’industria nazionale (e di migliaia di posti di lavoro) vista la decisione di Stellantis di confermare il passaggio al “tutto elettrico” nel 2030. Il gruppo franco-italiano si è impegnato infatti con l’esecutivo a tornare a produrre un milione di auto nel nostro Paese (ora sono poco meno della metà) a fronte però di tutta una serie di agevolazioni ed incentivi tra cui, appunto, bonus più ricchi per l’acquisto di vetture a spina.

Una illusione destinata ad infrangersi

Dalle anticipazioni gli incentivi 2024 saranno comunque più ricchi, arrivando quasi in taluni casi a 8mila euro. Non solo: si è già saputo inoltre che vi sarà una maggiorazione del contributo statale per le famiglie con Isee (l’indicatore che serve per valutare e confrontare la situazione economica dei nuclei familiari) inferiore a 30.000 euro (i beneficiari avranno il 50% in più di fondo a disposizione). Ma il problema di base resta: le auto elettriche sono troppo care ed una famiglia con un reddito lordo inferiore ai 30 mila euro – bonus o meno – difficilmente acquisterà una vettura che costa il 30% in più di una diesel o benzina. Per non parlare dei problemi di ricarica, delle riparazioni più costose, della maggior svalutazione dell’usato. E il discorso vale anche per chi ha un reddito medio. Partendo da queste premesse l’esito degli incentivi, anche nel 2024, appare scontato.

Nuovi e vecchi incentivi

Sta di fatto che, mentre si attende il decreto sui nuovi incentivi 2024 (che il ministro Urso presenterà i primi giorni di febbraio), si riaprono le prenotazioni relative ai bonus originariamente previsti per quest’anno. Dalle 10 di martedì prossimo 23 gennaio le concessionarie potranno  accedere alla piattaforma informatica e inserire i dati relativi ai contratti di acquisto delle vetture che beneficano dell’incentivo – ossia quelle con emissioni di anidride carbonica fino a 135 g/km, quindi anche con motore termico – siglati a partire dal 2 gennaio. Una decisione obbligata pe rispettare i termini, quella dell’esecutivo, ma che mette di fronte gli automobilisti ad una scelta: approfittare subito dello “sconto” o attendere quello più ricco con il rischio, ma solo per l’endotermico,  di vedere i fondi esaurirsi e restare a bocca asciutta.

Le associazioni ammettono: l’elettrico fa flop

“Sollecitiamo il governo a varare al più presto i nuovi incentivi visti i dati dell’elettrico – ha commentato il Presidente dell’Unrae, Michele Crisci. –  Si rischia infatti la paralisi del mercato con gli automobilisti in attesa di bonus più ricch i”. Dal canto suo Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto, ammette: “Si chiude un anno molto faticoso, soprattutto con la rincorsa all’elettrico che rimane su una quota asfittica.  Inoltre, il fenomeno delle auto-immatricolazioni è stato significativo anche a dicembre, evidenziando le preoccupanti difficoltà nelle vendite reali di auto elettriche e plug-in, anche a causa dei listini che restano sostenuti”. “Il mercato non sta premiando l’elettrico ricaricabile – commenta Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione Confcommercio –. E questo nonostante gli ultimi anni siano stati caratterizzati dalla forte spinta alle vendite di auto elettriche, da parte dell’Europa, delle case automobilistiche e delle istituzioni; spinta che non ha tuttavia ottenuto gli effetti previsti”.

La richiesta di posticipare il termine del 2035

L’analisi del presidente di Federmotorizzazione mette il dito nella piaga. ” Di fronte alla prospettiva del tutto elettrico subito, con lo stop alle immatricolazioni di autoveicoli endotermici nel 2035, sono già numerose le richieste di allungamento del termine, o di non limitare le tecnologie permesse alla sola  mobilità elettrica – spiega Buongiardino. – Anche perchè si sono affacciati sul mercato carburanti come l’idrogeno, i carburanti sintetici, ma soprattutto per quanto ci riguarda come Paese, il biocarburante, ottenuto da prodotti vegetali di scarto, che permetteranno di alimentare ed immatricolare anche oltre l’attuale limite i motori endotermici”. “Una maggiore comprensione dei problemi – prosegue – tende, inoltre, a valutare gli effetti delle emissioni durante tutto il ciclo di vita delle vetture, dalla fabbricazione allo smaltimento, facendo propendere ancora per le vetture endotermiche. Senza dimenticare che il maggior fabbisogno di elettricità, se non coperto da fonti rinnovabili, incentiva l’uso del petrolio e derivati e persino del carbone, spostando la fonte di inquinamento dallo scarico dell’auto a quello delle centrali elettriche”.

Il vento sta cambiando

“Anche la Germania, che pure è stata determinante in Europa nella scelta dell’elettrico e che ha stanziato generosi contributi agli utenti per incentivare l’acquisto di vetture elettriche – dice ancora il presidente di Federmotorizzazione, – ha già deciso di eliminare queste incentivazioni, senza le quali, come già dimostrato, l’elettrico non cresce. Ma anche le case automobilistiche che avevano scelto di orientare la produzione sull’elettrico  sono in fase di ripensamento: se da un lato hanno compensato le minori vendite con l’aumento dei prezzi e della profittabilità, ora sono alle prese con disponibilità di vetture elettriche prodotte, ma invendute, in stock presso i concessionari”. “Parallelamente, come conseguenza, il mercato dell’usato, che rappresenta, oggi, oltre tre volte per dimensione quello del nuovo, è cresciuto non solo di volume, ma anche di valore pro-capite – conclude. – Si sta realizzando così quello che in gergo viene definito effetto Cuba, ovvero i tempi di ricambio del parco auto si sono allungati e l’età media è aumentata, a scapito della sicurezza e dell’ambiente”. Un ripensamento però che non riguarda Stellantis con la conseguenza di veder rinnovati incentivi che nessuno vuole.

Gli incentivi sicuri

Sta di fatto che gli incentivi che partono martedì sono, come quelli precedenti, proporzionati alle emissioni di CO2 dell’auto nuova. Sono inoltre più alti in caso di rottamazione, ma vincolati al valore dell’auto che si acquista che non deve superare i 42.700 euro (35 mila euro + Iva) se elettrica/benzina/diesel/Gpl/metano/ibrida e i 54.900 euro (45 mila euro + Iva) se ibrida plug-in. Le auto  più costose, non beneficeranno di alcuna agevolazione. In dettaglio:

  • 0-20 g/km di CO2 –205 milioni di euro – Incentivo di 5.000 euro con rottamazione e di 3.000 euro senza rottamazione.Nel range 0-20 g/km ricadono tutte le auto elettriche, quelle a idrogeno e alcune ibride plug-in, ma il limite al prezzo di listino fissato 42.700 euro (Iva e optional inclusi) rende al momento candidabili solo alcune elettriche e pochissime ibride plug-in.
  • 21-60 g/km di CO2 – 245 milioni di euro – Incentivo di 4.000 euro con rottamazione e di 2.000 euro senza rottamazione. Nella fascia 21-60 g/km di CO2 rientrano tipicamente le auto ibride plug-in, ma solo quelle che con Iva e optional hanno un prezzo di listino entro i 54.900 euro.
  • 61-135 g/km di CO2 – 120 milioni di euro – Incentivo di 2.000 euro con rottamazione e di 0 euro senza rottamazione. Nella categoria 61-135 g/km di CO2 ci sono invece le auto a benzina e diesel meno inquinanti, comprese mild ibrid, full hybrid, ibride plug-in, ma anche alcune bi-fuel a Gpl e a metano. Il tetto di spesa è anche in questo caso fissato a 42.700 euro (Iva e optional inclusi).

I nuovi incentivi

Il ministro Urso ha annunciato che il provvedimento verrà presentato all’inizio di febbraio, ma ha già detto che gli incentivi saranno “migliori di quelli del 2023.  Altra novità è l’apertura alle società di noleggio. grandi assenti dello scorso anno.  Confermato il tetto massimo di spesa (vedi sopra). Il ministro ha a più riprese già sottolineato poi che “si sta lavorando per favorire l’acquisto di auto di  produzione italiana”. Una decisione che potrebbe avere un grande impatto sul mercato visto che, ad esempio, nel 2022 solo il 19-20% degli incentivi è andato a modelli prodotti in Italia”. Difficile però che questa strada, già sperimentata con successo in America, si potrà percorrere, viste le leggi europee su concorrenza e libero mercato. Probabile un allargamento ai produttori europei. Urso potrebbe anche prendere in considerazione l’esempio francese i cui bonus vengono erogati considerando nel conteggio della CO2 anche quella emessa durante produzione e trasporto, così da penalizzare in maniera massiccia le auto prodotte in Cina. Ma ecco come potrebbero essere i nuovi incentivi in base alle anticipazioni:

Emissioni CO20 – 20 g/km21 – 60 g/km61 – 135 g/km
Sconto con rottamazioneIsee > 30.000 euroIsee < 30.000 euroIsee > 30.000 euroIsee < 30.000 euroIsee > 30.000 euroIsee < 30.000 euro
Euro 0 – 2Euro 0 -2Euro 0 – 2
11.000 euro13.750 euro8.000 euro10.000 euro3.000 euro3.000 euro
Euro 3Euro 3Euro 3
10.000 euro12.750 euro6.000 euro7.500 euro2.000 euro2.000 euro
Euro 4Euro 4Euro 4
9.000 euro11.250 euro6.000 euro7.500 euro2.000 euro2.000 euro
Sconto senza rottamazione6.000 euro7.500 euro4.000 euro5.000 euro00
Limite di spesa35.000 euro45.000 euro35.000 euro
BeneficiariPersone fisiche e giuridichePersone fisichePersone fisiche e giuridichePersone fisichePersone fisiche e giuridichePersone fisiche
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