Polestar Truth Bot, i cinesi inquinano col litio e si fanno paladini del clima - V&A
Menu

QUOTIDIANO INDIPENDENTE - Fondato e diretto da MAURIZIO BELPIETRO

Home/ Auto/Apertura
AperturaAuto Mar 28 novembre 2023

Polestar Truth Bot, i cinesi inquinano col litio e si fanno paladini del clima

Il gigante dell'auto elettrica lancia sulla piattaforma X (censurata a Pechino) una campagna milionaria. Le ragioni di una conversione-beffa Polestar Truth Bot, i cinesi inquinano col litio e si fanno paladini del clima
Maurizio Cattaneo
di 
Maurizio Cattaneo

Si chiama Polestar Truth Bot, e rischia di rivelarsi uno dei più grandi progetti di  disinformazione sul clima della storia di internet. O quantomeno una verità a senso unico.  La Casa automobilistica cinese, infatti, ha lanciato in pompa magna il “bot” su X (ex Twitter) per “rendere note le più comuni inesattezze in merito al cambiamento climatico e relative all’industria automobilistica“. “La scelta del brand  – viene ancora detto – nasce dalla necessità di rispondere al peggioramento delle condizioni ambientali dovuto alla disinformazione”.,  In parole povere Polestar investirà milioni di dollari per processare via web quelli che definisce i  “negazionisti del clima”.

Un ben strano paladino del green

Che proprio Polestar parli di disinformazione e si faccia paladina del combattere il cambiamento climatico suona come un paradosso, una beffa, per non dire di più.  Polestar fa infatti capo a Li Shufu,  imprenditore cinese presidente della Zhejiang Geely holding group e della casa automobilistica Geely. Il miliardario, oggi al nono posto tra gli uomini più ricchi della Cina e tra i cento più ricchi al mondo, vanta un patrimonio stimato in 23,5  miliardi di dollari. Ebbene l’industriale per costruire la sua ricchezza,  prima ha inondato mezza Asia di frigoriferi (uno degli elettrodomestici notoriamente più inquinanti per consumi e smaltimento) e poi ha fondato il gigante dell’auto  Geely che in breve tempo è diventato numero uno in Cina. E, a colpi di acquisizioni, si sta imponendo anche in Occidente. La prima a finire sotto il cappello di  Geely  è stata la  Volvo, da allora ( con quote di maggioranza o partecipazioni significative) si sono aggiunte Lotus, Aston Martin, i taxi di Londra, Daimler Mercedes, Smart, oltre che brand di nicchia. Oggi Geeely produce circa 2,3 milioni di auto all’anno, endotermiche ed elettriche, ha oltre un milione di dipendenti con contratti e ritmi di lavoro non certo europei, ed è forse il maggiore consumatore di litio per le batterie. Come indicato nella classifica annuale di Bloomberg sulle catene di distribuzione del litio, la Cina si colloca tra le dieci peggiori economie per quanto riguarda il rispetto dell’ambiente, dovuto soprattutto all’utilizzo molto esteso di energia fossile. E Geely di litio  è tra i principali consumatori.

Una piattaforma censurata in Cina

Foto anche recentissime mostrano Li Shufu sorridente accanto al premier cinese, Xi Jinping che di cambiamento climatico proprio non vuole sentire parlare. E allora delle due l’una. O il re Mida cinese ha avuto una improvvisa conversione “sulla via di Greta Thumberg” e si metterà a produrre tuberi in campagna (probabilmente farebbe in ogni caso un sacco di soldi)  o dietro alla iniziativa  di Polestar a favore dell’ambiente sulla piattaforma X (che in Cina è pesantemente censurata) ci sono altri motivi. Noi non azzardiamo alcuna ipotesi, ci limitiamo a segnalare l’enorme conflitto di interessi tra chi sta puntando tutto il proprio enorme business sull’auto elettrica e nello stesso tempo, disponendo di risorse economiche illimitate, si prepara ad invadere il web in Occidente con la propria “verità sul cambiamento climatico”.

Disinformazione al contrario

“L’abuso deliberato dei dati sul clima è incredibilmente dannoso – ha dichiarato Fredrika Klarén, head of sustainability di Polestar – soprattutto nel periodo che precede la COP28, la conversazione è confusa tra realtà e finzione”. Così guardando al summit sull’ambiente con tema le emissioni inquinanti, il Polestar Truth Bot si concentrerà nello “sfatare i miti sul clima utilizzando dati concreti”. Dati veri e concreti,  di certo confezionati nel consueto stile cinese.

 

Condividi articolo