Per quanto riguarda 61-135 g/km CO2 la soglia di prezzo massima del modello che si va ad acquistare è di 35 mila euro Iva esclusa. In questo caso per accedere al contributo bisogna necessariamente rottamare un’auto: sono previsti 1.500 euro con rottamazione di una Euro 4, 2.000 euro per una Euro 3, e 3 mila euro per una Euro 2 o precedente. Questa è la fascia più ampia di modelli, nonché la più ricercata dai clienti poiché comprende principalmente automobili a benzina o ibride, mild o full: sono previsti 403 milioni di euro di incentivi. C’è poi la fascia 21-60 g/km CO2. In questo caso il tetto di spesa è di 45 mila euro più Iva, con 4 mila euro di ecobonus indipendentemente dalla radiazione di un altro veicolo. Rottamando un’Euro 4 il bonus si alza a 5.500 euro, 6.000 euro per una Euro 3 e 8 mila euro per una Euro 2 o precedente. In questa fascia rientrano le auto elettriche plug-in e a disposizione ci sono 150 milioni di euro a disposizione. Si arriva quindi a 0-20 g/km CO2: in questa soglia non rientrano più soltanto le automobili elettriche, ma anche delle ibride plug-in molto virtuose: il tetto di spesa è però di 35 mila euro più Iva e molti modelli non possono accedere ai bonus proprio a causa dei loro listini. Senza rottamazione l’incentivo è di 6 mila euro, mentre rottamando una Euro 4 si arriva a 9 mila euro, con una Euro 3 a 10 mila euro e con una Euro 2 o precedenti a 11 mila euro. In totale per questa categoria di veicoli sono previsti 240 milioni di euro di fondi. Per i redditi più bassi è prevista anche la possibilità di rottamare un’auto Euro 5 per accedere a 8 mila o 5 mila euro di bonus, rispettivamente per le fasce di emissione 0-20 e 21-60 g/km CO2. Per queste due categorie è prevista anche una maggiorazione del 25% dei contributi per singoli componenti di un nucleo familiare con Isee sotto 30 mila euro: si può così arrivare fino a un massimo di 13.750 euro rottamando un’auto pre-Euro 3 e acquistando un’auto elettrica.