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Stellantis ha investito 2 miliardi negli impianti francesi, la preoccupazione dell’Italia

In Auto
30 Giugno 2022
Intanto in Italia il sindacato chiede al governo di rilanciare l’auto

Gli investimenti di Stellantis

Dal 2018 ad oggi Stellantis ha investito due miliardi nei siti produttivi francesi. Solo dalla nascita del gruppo, avvenuta nel 2021, gli investimenti sono ammontati a 750 milioni. Merito anche di un contesto più favorevole agli investimenti grazie ad una programmazione di politica industriale di lungo periodo. Tema da tempo scomparso nell’agenda dei decisori politici italiani come testimonia il fatto che a Pratola Serra, in provincia di Avellino, il sindacato è sul piede di guerra per evitare che, causa inerzia della politica, si perda un’occasione di riqualificazione e rilancio dell’ex sito Fma (gruppo Fiat), oggi Stellantis. Due mondi a confronto.

Futuro Made in France

Nei piani del gruppo presieduto da John Elkann, la casa automobilistica franco-italiana proseguirà Oltralpe nel progetto finalizzato al raggiungimento degli obiettivi di elettrificazione del piano Dare Forward 2030. Di che cosa si tratta? Della copertura del 100% del mix di vendite con veicoli elettrici a batteria per autovetture (Bev) in Europa e del 50% del mix di vendite di Bev con autovetture e veicoli commerciali leggeri negli Stati Uniti entro il 2030. In dettaglio, con i due partner delle joint venture Emotors e e-Transmission, sono stati finora investiti 150 milioni per gli ultimi ammodernamenti di siti industriali di Trèmery-Metz.

«Trèmery-Metz è un esempio eccellente di come stiamo trasformando la nostra produzione in Francia e nelle nostre attività globali», ha spiegato Carlos Tavares, ceo di Stellantis, sottolineando che è stata creata »una nuova catena del valore globale con partner fidati, tra cui cinque gigafactory, per sostenere la nostra strategia globale dedicata alle batterie per EV e promuovere gli obiettivi del piano Dare Forward 2030«. Il tutto, come ha chiarito tavares, è stato possibile grazie all’impegno delle «parti sociali, degli stakeholder locali e dei nostri dipendenti altamente qualificati per la collaborazione offerta durante questa fase di aumento della produzione a Trèmery-Metz e per la realizzazione del nostro futuro elettrificato».

In Italia Stellantis frena

Nello stabilimento Stellantis di Pratola Serra, in provincia di Avellino, ci sono «molte le preoccupazioni da parte dei lavoratori, rispetto alla decisione ribadita in commissione ambiente di stop alle produzioni dei motori endotermici nel 2035» come ha spiegato il segretario nazionale della Fim Cisl Ferdinando Uliano in assemblea con i lavoratori del sito campano dove sono prodotti motori diesel e benzina del Gruppo Stellantis. Per il sindacalista, stando così le cose, la politica italiana deve intervenire subito.

«La decisione della commissione ambiente europea deve portare immediatamente il governo italiano a decidere le linee d’indirizzo per quanto riguarda la destinazione dei fondi assegnati per il settore dell’auto – ha detto -. Non possiamo permetterci di perdere ulteriore tempo. È necessario mettere a disposizione le linee di finanziamento stanziate di circa 8 miliardi, per aprire una fase di politica industriale per collocare nell’ambito dell’automotive italiano le nuove produzioni della componentistica per il motore elettrico». Per Iuliano, è necessario rilanciare il comparto partendo dalle batterie per arrivare ai semiconduttori, alla digitalizzazione, alla guida autonoma. «Serve sostenere la riconversione dell’intero settore della componentistica perché solo attraverso quest’operazione possiamo compensare e rispondere, in qualche modo, al rischio occupazionale che si determinerà nel nostro Paese a seguito del cambio delle motorizzazioni» ha concluso il sindacalista.

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