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Stellantis e Iveco Group brillano nei conti, ma la vera sorpresa è Alfa Romeo

In Auto
28 Luglio 2022

Il primo semestre di Stellantis e Iveco Group

Stellantis chiude il primo semestre con un utile netto pari a 8 miliardi di euro, il 34 per cento in più rispetto ai primi sei mesi dell’anno precedente. I ricavi netti sono pari a 88,0 miliardi di euro, in crescita del 17 per cento rispetto al primo semestre 2021 pro-forma grazie ai forti prezzi netti, al mix di veicoli e agli effetti positivi dei cambi di conversione. L’utile operativo rettificato è di 12,4 miliardi di euro, in crescita del 44 per cento rispetto al primo semestre dello scorso anno, con un margine del 14,1 per cento. Il flusso di cassa industriale netto è di 5,3 miliardi di euro, in aumento di 6,5 miliardi di euro rispetto al primo semestre del 2021, mentre la liquidità disponibile è a 59,7 miliardi di euro. Le vendite dei veicoli elettrici Bev sono aumentate di quasi il 50 per cento su base annua raggiungendo le 136 mila unità.

La sorpresa Alfa Romeo

“In un contesto globale complesso proseguiamo sulla strada del piano ‘Dare Forward’, ottenendo prestazioni fuori dal comune e attuando la nostra ambiziosa strategia di elettrificazione”, ha commentato l’amministratore delegato Carlos Tavares. “Insieme alla resilienza, all’agilità e alla mentalità imprenditoriale delle nostre persone e grazie anche ai nostri partner innovativi, stiamo trasformando Stellantis in un’azienda tecnologica di mobilità sostenibile e pronta per il futuro“‘, ha aggiunto il dirigente. Buone notizie anche per Alfa Romeo, che ha ricominciato ad essere molto “redditizia”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, durante una call tenuta dopo l’annuncio dei risultati. “Abbiamo completato il turnaround anche prima del lancio di Tonale”, ha affermato Tavares.

I conti di Iveco Group

Passando poi ad Iveco Group questa chiude il secondo trimestre con ricavi netti delle attività industriali pari a 3.329 milioni di euro, in crescita dell’1,1 per cento principalmente per effetto di migliori prezzi. L’utile netto adjusted è pari a 60 milioni di euro (utile netto adjusted di 77 milioni di euro nel secondo trimestre 2021), “che esclude un impatto negativo post imposte pari a 15 milioni di euro derivante dalla prima adozione della contabilità per iperinflazione in Turchia”, spiega l’azienda. Il secondo trimestre “è stato oggetto di una dura sfida per via dei continui problemi alla catena logistico-produttiva, degli aumenti dei costi di materie prime ed energia e dell’instabilità politica. Eppure ciò non ci ha impedito sia di gestire efficacemente il nostro business sia di rafforzare la nostra rete di partnership”, afferma l’amministratore delegato Gerrit Marx.

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