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AperturaAuto Lun 06 novembre 2023

Tesla e Byd: doppia sfida in Europa sull'elettrica da 25 mila euro

Musk produrrà la Model 2 in Germania mentre il colosso cinese va a Budapest. Al capolinea l'interesse di Pechino per l'impianto di Grugliasco Tesla e Byd: doppia sfida in Europa sull'elettrica da 25 mila euro
Maurizio Cattaneo
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Maurizio Cattaneo

Auto elettrica, sfida tra Tesla e Byd in Europa 

Tesla raddoppia a Berlino e Byd sceglie l’Ungheria. E’ doppia la sfida alla Case europee sull’auto elettrica a prezzi contenuti. Il Gruppo di Elon Musk ha infatti annunciato che la “Tesla per tutti”  sarà prodotta in Germania.  Lo stesso Musk ha visitato lo stabilimento di Gruenheide, vicino a Berlino, ed ha informato i dipendenti del progetto di costruire lì la Model 2 il veicolo da 25mila euro. La gigafactory tedesca attualmente produce soltanto la Model Y, il veicolo più venduto in Europa nel primo semestre davanti a Dacia Sandero e VW T-Roc  Il prezzo elevato delle auto elettriche è uno dei numerosi fattori che frenano le vendite, basti pensare che  nella prima metà del 2023 il costo medio di un veicolo elettrico in Europa era di oltre 65mila euro, rispetto a poco più di 31mila euro in Cina. Stellantis, a tal  proposito, ha annunciato poche settimane che fa la Citroen e-C3 da meno di 24mila euro, è in arrivo a inizio 2024.

Byd sceglie Budapest

Mentre Tesla punta sulla Germania, il gigante cinese Byd avrebbe deciso di realizzare in Ungheria il suo primo impianto di assemblaggio in Europa. Secondo la Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, la Casa cinese ritiene che il Paese sia  ideale per costruire una fabbrica in grado di rafforzare le strategie di espansione internazionale: strategie che comprendono la costruzione di un impianto in Brasile (già iniziata), la presenza in Marocco e l’ipotesi di un ulteriore sito in Messico. Secondo il giornale tedesco la decisione sarebbe già stata presa  internamente e manca solo la conferma ufficiale che arriverà entro fine anno. L’Ungheria è stata scelta  grazie a diversi vantaggi competitivi, dal basso costo del lavoro a un pregresso insediamento industriale della stessa Byd (dal 2017, infatti, i cinesi producono autobus elettrici a Komárom, a ovest di Budapest). Non solo: due settimane fa il primo ministro Viktor Orbán ha visitato la sede della Byd e a Shenzhen e incontrato il presidente Wang Chuanfu.

Grugliasco non avrà gli occhi a mandorla

Nessun interesse cinese invece per lo stabilimento piemontese di Grugliasco di Maserati, noto come “Avvocato Giovanni Agnelli Plant” messo in vendita da Stellantis. Realizzato nel 1959 dalla Carrozzeria Bertone, è stato rilevato nel 2009 dal Gruppo Fiat e rilanciato nel 2012 da Sergio Marchionne con  ulteriori assunzioni votate alla produzione di Maserati Quattroporte e Ghibli. Fallito il rilancio  del Tridente anche Grugliasco è finito sotto la voce dismissioni. In un primo tempo si era parlato di un interesse di  alcuni costruttori cinesi (era spuntato il nome della stessa Byd ) che però non si è concretizzato in una cessione.

 
 
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