Tesla, primo sciopero in Svezia. E Musk teme che si allarghi agli Usa - V&A
Menu

QUOTIDIANO INDIPENDENTE - Fondato e diretto da MAURIZIO BELPIETRO

Home/ Auto/Approfondimenti
ApprofondimentiAuto Mer 08 novembre 2023

Tesla, primo sciopero in Svezia. E Musk teme che si allarghi agli Usa

La richiesta è adeguare il contratto a quelli vigenti. L'azienda tace e si richiama alla produttività. In Usa le tute blu di Gm, Stellantis e Ford hanno strappato aumenti del 30% Tesla, primo sciopero in Svezia. E Musk teme che si allarghi agli Usa TESLA MOTORS
Maurizio Cattaneo
di 
Maurizio Cattaneo

Bracco di ferro sindacale anche in Tesla. Dopo il lungo sciopero  che per settimane ha messo in ginocchio i principali stabilimenti  di Ford, Gm e Stellantis negli Usa, ora la battaglia si sposta nell’azienda di Elon Musk in Europa. In Svezia infatti i lavoratori della Casa dell’auto elettrica sono in sciopero e, in segno di solidarietà, i lavoratori portuali del Paese si stanno preparando a fermare le consegne. In realtà l’agitazione svedese ha un impatto minimo sulle operazioni di Tesla.

L’azienda non produce automobili nel Paese, dove impiega solo poche centinaia di persone. Ma se il sindacato svedese riuscisse a imporsi, il colosso dei veicoli elettrici potrebbe trovarsi ad affrontare crescenti disordini sindacali altrove. Un segnale arriva già dalla Germania dove il sindacato pare pronto a seguire l’esempio svedese. Ma la grande incognita riguarda gli Stati Uniti.  Finora, i lavoratori Tesla negli Usa non si sono sindacalizzati Tuttavia, dopo che United Auto Workers (il potente sindacato Usa dell’auto) ha negoziato con successo accordi con le tre grandi case automobilistiche di Detroit (Ford, General Motors e Stellantis), Tesla  probabilmente non starà a guardare.

Cosa chiedono i lavoratori svedesi

I dipendenti svedesi di Elon Musk  chiedono di allineare il proprio contratto di lavoro a quelli vigenti, che regolano la manodopera operante nell’automotive. “Il motivo principale per cui  abbiamo  intrapreso un’azione sindacale contro Tesla – spiega la If Metall, il sindacato che raggruppa le tute blu di vari settori, –   è garantire che i nostri membri abbiano condizioni di lavoro dignitose e sicure”. “Per molto tempo – viene aggiunto – abbiamo provato a discutere con Tesla sulla firma di un contratto collettivo con noi, ma senza successo. Ora non vediamo altra soluzione che intraprendere un’azione sindacale”

If Metall sintetizza, in pochi punti, gli aspetti che vedono i lavoratori di Tesla in una situazione di fragilità e svantaggio rispetto ai colleghi sotto la tutela di un contratto collettivo: si va dall’incompleta copertura assicurativa, al sostegno legato alla transizione tecnologica; da retribuzioni più basse alle mancate garanzie sugli aumenti, sino all’impossibilità di sottoscrivere una assicurazione a tempo parziale ed alla questione degli orari di lavoro.

Niente azioni a chi si iscrive al sindacato

Musk dal canto suo non sta replicando in alcun modo alla vicenda, né prendendo parte alle trattative, né rispondendo alla stampa. L’azienda si richiama alla dinamica che ha sempre contraddistinto l’azienda: incrementi di paga sono legati ai risultati del trimestre. Per quanto Musk non abbia mai espressamente proibito ai suoi dipendenti di iscriversi a un ente a protezione dei lavoratori, non ha mai nemmeno celato di essere contrario a tali adesioni; chi lavora per lui può liberamente scegliere, consapevole però che l’iscrizione a un sindacato lo priverà del benefit di ricevere alcune quote azionarie in aggiunta allo stipendio.

L’Intesa in Gm, Stellantis e Ford

L’accordo sindacale con le Big Three, arrivato dopo settimane di sciopero, prevede un incremento  dell’ 11% della retribuzione oraria massima, ulteriori aumenti salariali per un 14% complessivo nei quattro anni e mezzo di durata del contratto, nonché il ritorno dell’adeguamento al costo della vita , mirante a tutelare i lavoratori dal rialzo dei prezzi. Se combinati insieme, il Cola e gli aumenti possono incrementare la retribuzione di oltre il 30% per tutta la durata del contratto. Anche sul fronte pensioni e orario di lavoro sono state fatte importanti concessioni.

Condividi articolo