Urso: "Pnrr per far ripartire l'auto". I timori di un nuovo regalo a Stellantis - V&A
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AutoIn evidenza Lun 24 luglio 2023

Urso: "Pnrr per far ripartire l'auto". I timori di un nuovo regalo a Stellantis

Il ministro ai sindacati: "Entro agosto accordo di transizione per l'elettrico". La replica: "Bene, ma chiediamo al Gruppo precisi impegni sull'Italia". Urso: "Pnrr per far ripartire l'auto". I timori di un nuovo regalo a Stellantis ADOLFO URSO MINISTRO
Maurizio Cattaneo
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Maurizio Cattaneo

Pnrr, l’impegno di Urso e i timori su Stellantis

Un “accordo di transizione” condiviso da  Stellantis  da firmare prima della pausa di ferragosto.  Anche grazie alla disponibilità di nuovi fondi  da cui attingere grazie alla rivisitazione del Pnrr. E’ l’agenda prospettata dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso per far ripartire l’industria nazionale dell’auto. Il ministro, incontrando i sindacati dei metalmeccanici sul tema del futuro del gruppo automobilistico italo-francese si è detto fiducioso- “Non dobbiamo  rassegnarci alla decadenza industriale – ha detto – e questo è il momento della svolta“.

Tempi stretti

I tempi però sono stretti: la rivisitazione del Pnrr e di Repower Eu, dovrebbe infatti avvenire entro il 30 agosto. Obbiettivo del governo è far salire la produzione nazionale di auto a quota 1 milione rispetto alle 470 mila prodotte l’anno passato, sostenendo  l’attuale fase di transizione della filiera dell’automotive, in vista del passaggio ai motori elettrici previsto a partire dal 2035. Prima del faccia a faccia con le rappresentanze sindacali Urso aveva incontrato l‘ad di Stellantis, Carlos Tavares.

I sindacati: serve chiarezza 

La casa automobilistica  ha promesso forti investimenti nel nostro Paese, ma i sindacati da tempo  chiedono a Tavares i dettagli delle produzioni per ogni stabilimento. Tra i nodi da affrontare anche blocco del motore euro 7, la messa in campo di ammortizzatori sociali per la transizione. E l’utilizzo dei 5 miliardi stanziati per l’automotive a favore delle riconversioni di tutte le attività della filiera. «È stato un confronto importate ma a metà – hanno spiegato le rappresentanze dei lavoratori ,-  quello infatti  che ancora manca è l’azienda, che deve impegnarsi con il governo che le da i soldi, e i sindacati». «Abbiamo ricordato al governo che mentre Stellantis ha annunciato la seconda gigafactory negli Satati Uniti, in Italia siamo ancora all’impegno per la prima. E’ chiaro che bisogna passare dalle chiacchiere ai fatti e ciò significa prendersi degli impegni molto precisi». “Bene le dichiarazioni del ministro, ma l’azienda deve dire con precisione – è stato aggiunto –  che risorse intende mettere in campo».

Basta regali a Stellantis

I timori sindacali, come quelli di molti analisti, è che il gruppo ex-Fiat, come è avvenuto per decenni in passato e non solo per la  cassa integrazione, venga sostenuto con fondi pubblici salvo poi spostare all’estero, oltre alla sede legale, anche altra parte della produzione. “Ora, come dice il ministro è l’ora della svolta – conclude la parte sindacale -. Ma basta regali con fondi che poi sono di tutti i cittadini italiani. Per cambiare rotta bisogna essere in due e noi ci aspettiamo l’impegno del governo anche coi fondi del Pnrr ma anche un chiaro impegno del gruppo verso l’Italia”.

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