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AperturaBanche Lun 11 dicembre 2023

Mps, dopo le sentenze l'ipotesi di una nuova tranche sul mercato

Il titolo salito del 20% dopo la cessione-lampo da parte del Tesoro. Con l'assoluzione di Viola e Profumo 18 sentenze favorevoli alla banca Mps, dopo le sentenze l'ipotesi di una nuova tranche sul mercato
Gianluca Paolucci
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Gianluca Paolucci

Ha lavorato per Reuters e La Stampa occupandosi di finanza, crac bancari, criminalità finanziaria e corruzione. Dal 2022 è caporedattore di Verità & Affari e scrive per La Verità e Panorama.

La scommessa è su una nuova tranche di azioni Mps sul mercato nei primi mesi dell’anno. Nell’attesa che si faccia avanti un compratore che dia stabilità all’assetto proprietario della banca. Tutte le ipotesi sono al momento aperte, spiega una fonte finanziaria. Ma la prospettiva di replicare quanto fatto a novembre e vendere una quota ulteriore tra il 5% e il 10% delle azioni in mano al Tesoro resta la via privilegiata, si spiega.

La corsa del titolo

Anche perché compratori all’orizzonte non si vedono. Almeno nel breve termine. E la corsa del titolo prosegue senza sosta. Dal 21 novembre, quando il Tesoro ha messo sul mercato il 25% del capitale, il titolo ha guadagnato il 18,8%. Oggi, 11 dicembre, ha aggiunto un altro 2,8%, chiudendo a 3,36 euro.

Un aiuto è arrivato dai tribunali. I rischi legali di Monte dei Paschi, che erano arrivati a pesare fino a 10 miliardi nel 2021, sono di fatto quasi azzerati. A fine settembre, l’ultima fotografia disponibile, il petitum totale – con l’esclusione delle cause a rischio soccombenza “remoto” – ammontava a un miliardo. Più altri 1,9 miliardi di richieste extragiudiziali.

L’aiuto dei tribunali

L’esito – scontato – del processo di appello contro Fabrizio Viola e Alessandro Profumo per i casi Alexandria e Santorini ha l’effetto di rendere più facile il prossimo matrimonio della banca senese, sgravando i bilanci degli accantonamenti realizzati negli anni per far fronte alle richieste degli azionisti.

A oggi, sono 18 i giudizi favorevoli alla banca, dei quali 12 – in sede civile – relativi all’ultimo filone penale ancora aperto, quello sui crediti non performanti. L’assoluzione in Cassazione di Giuseppe Mussari e Antonio Vigni ha ridotto da sola del 50% i rischi legali da cause civili, a 800 milioni

 

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