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La guerra porterà nuovi migranti, il governo deve intervenire

In Contrappunto
15 Giugno 2022

Le conseguenze del conflitto

La guerra in Ucraina sta producendo distruzioni nel paese aggredito dalla Russia. Non fanno più notizia le foto delle macerie e dei corpi senza vita sulle strade. Una cosa è certa: questo conflitto sta avendo ed avrà delle conseguenze terribili per l’umanità. In particolare per quei paesi arretrati, dove la penuria di cibo costituirà la scintilla che rischia di far esplodere barili pieni di polvere. La fame, da sempre, ora ed in futuro molto di più, è una questione di volontà politica. Che manca a livello internazionale per combattere l’insicurezza alimentare. L’Africa ed i paesi arabi poveri, produrranno masse di individui disperati che invaderanno l’Occidente, ricco e disprezzato. Addio alla pace sociale causa la proliferazione di speculazioni vergognose. Turbolenze nelle città e sui mezzi di trasporto, covo di delinquenti. Con una polizia inerme perché non guidata da strategie per preservare l’ordine pubblico e costretta ad intervenire a chiamata.

Questo è l’effetto, non la causa che va attentamente studiata, con onestà intellettuale per trovare la soluzione. Difficile, ma non impossibile se, lo ripetiamo, ci fosse volontà politica a livello internazionale. Comunque diviso anche per egoismi di orticello. Chi ricatta usa, oltre alle bombe, armi energetiche e alimentari che colpiranno soprattutto i paesi sottosviluppati. Oltretutto inconsapevoli alleati del prepotente di turno che usa la forza in dispregio di ogni regola giuridica. Tutto lo scibile umano, se manca il senso di una organizzazione politica, scivolerà nella più tetra burocrazia e nel fenomeno depredatorio della oligarchia (Russia docet!). I migranti, si dice, costituiscono, per l’Italia una importante risorsa per far fronte alla denatalità ed alla carenza di manodopera. Giusto in parte.

Come sottacere il fenomeno della invasione incontrollata, alimentata da mafie varie? Per queste ogni mezzo è buono per fare soldi sulla vita umana. Il crimine trova terreno fertile grazie agli atteggiamenti buonisti fuori dalla realtà. L’Italia per la sua conformazione geografica è invasa via mare, terra e monti, da derelitti, anche indotti. Occorre una politica che si faccia carico, in maniera organizzata, del problema fame e migranti. Vanno suonate le trombe alla Europa ed ai consessi internazionali nei quali il Paese partecipa. Se non si vuole che le conseguenze economiche e sociali del dopo (ma quando il dopo?) guerra siano devastanti, il Governo deve agire. Non basta la pietas. Occorre una lucida competenza che sappia guardare al futuro. Incerto nell’unica certezza. L’Italia diventerà vassalla e terra di conquista.

Pensare al rifugio nella autarchia, intesa nel significato della autosufficienza è antistorico ed impossibile. Il debito pubblico monstre ci rende deboli. Non per questo dobbiamo essere arrendevoli, ma propositivi. L’essere parte della Europa è un fattore indispensabile per noi e per il Vecchio Continente del quale siamo parte essenziale. Siamo troppo grandi; un nostro default costituirebbe uno tsunami per l’economia mondiale nella quale siamo integrati. Non può costituire l’alibi di una arrendevolezza nel solco della incompetenza e della demonizzazione della meritocrazia. L’uguaglianza è alla partenza non all’arrivo. Dove le diseguaglianze competitive creano valore e minore povertà.