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Il Fisco vuole mettere le mani sulle criptovalute degli italiani

In Approfondimenti, Criptovalute
24 Novembre 2022

La tassa sulle criptovalute

C’è una sorta di scudo fiscale per le criptovalute all’interno della legge di bilancio 2023 di Giorgia Meloni, come aveva anticipato Verità &Affari nei giorni scorsi. Il mini-scudo è contenuto nell’articolo 33 della manovra sulla «Regolarizzazione delle cripto-attività», che punta a fare emergere con una sorta di ravvedimento operoso sia le attività sia i redditi derivanti dalle cripto non inseriti nella propria dichiarazione dei redditi entro la data del 31 dicembre 2021. I guadagni in cripto così riemersi saranno tassati con una imposta sostitutiva al 3,5% del loro valore, più uno 0,5% per ciascun anno di mancata dichiarazione a titolo di sanzione e interesse.

Obiettivo mappatura

Una regolarizzazione che il governo ha deciso di non valutare (quindi non sono state inserite somme precise in entrata dalla operazione), perché c’è un intero capitolo della parte fiscale della manovra dedicato alle cripto-attività che ha come scopo più delle nuove entrate quello di fare una mappatura dell’esistente facendolo emergere a condizioni non punitive (e non potrebbe essere altrimenti, visto che in questo periodo di mercato sono più le minusvalenze che le plusvalenze ad accompagnarsi alle cripto-attività).
La scelta del ministero dell’Economia è stata quella di inserire fiscalmente il mondo delle cripto alla voce «Redditi diversi», correggendo in questo modo una valutazione che aveva fatto l’Agenzia delle Entrate in passato qualificando quei guadagni alla voce «valuta estera».

Cosa sono le criptovalute

Le cripto sono moneta virtuale, e quindi non hanno radici in un paese piuttosto che in un altro e non conoscono confini geografici. Però sono tassabili e possono produrre effetti fiscali di vantaggio anche in caso di minusvalenze, e questo d’ora in avanti avverrà con un complicato sistema sperimentale inserito all’articolo 30 della manovra, «Tassazione delle operazioni su cripto-attività» per tutti i guadagni superiori ai 2 mila euro. La rivalutazione del proprio cripto patrimonio sarà tassata al 14%. Nel piccolo corpus legislativo sulle cripto è stata inserita anche (art. 34) una imposta di bollo del 2 per mille identica a quelle per altre transazioni finanziarie a decorrere dall’anno 2023.

Nella manovra spunta anche una nuova tassa sulle sigarette dal prossimo primo gennaio, che serve a fare un po’ di cassa nella maniera più tradizionale possibile per il governo. L’unica novità è che l’inasprimento fiscale sarà più dolce per il tabacco riscaldato, quello che è dominato per intenderci dalle Iqos della Philip Morris. Fra le curiosità in manovra anche uno sconto fiscale sulle mance a camerieri e baristi, che può avere effetto soprattutto per i locali di lusso in cui tutto si paga con la carta di credito. Nei normali esercizi della ristorazione è assai difficile che le mance vengano poi dichiarate dai percettori.