La rivoluzione delle batterie, 7 su 10 dovranno essere smaltite
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AperturaCronaca Sab 03 febbraio 2024

La rivoluzione delle batterie, 7 su 10 dovranno essere smaltite

Le nuove regole Ue per le batterie portatili fissano obiettivi più rigidi per la raccolta e per le batterie dei mezzi di trasporto leggeri La rivoluzione delle batterie, 7 su 10 dovranno essere smaltite
Maddalena Camera
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Maddalena Camera

Le nuove regole Ue per le batterie portatili fissano obiettivi più rigidi per la loro raccolta (45% entro il 2023, 63% entro il 2027 e 73% entro il 2030) e per le batterie dei mezzi di trasporto leggeri (51% entro il 2028, 61% entro il 2031). In Italia ci sono 15 consorzi  che si occupano della questione ma purtroppo la raccolta, intorno al 30%, è ancora ampiamente insufficiente anche rispetto al target prefissato nel 2023.

“I dati rendono evidente come ci sia ancora molto da fare per aumentare la raccolta – ha spiegato Laura Castelli direttore generale di Enrion Energy, uno dei 15 consorzi italiani –  considerando che entro il 31 dicembre 2027 gli obiettivi imposti dall’Europa saranno ancora più ambiziosi e saremo chiamati a raggiungere il target del 63%. È fondamentale sensibilizzare e coinvolgere i cittadini a conferire in modo corretto questa tipologia di rifiuti. Purtroppo le batterie esauste finiscono molto spesso tra i rifiuti della raccolta indifferenziata e della plastica dato che le municipalizzate che si occupano della raccolta non hanno predisposto per questo tipo di rifiuto nessun cassonetto o contenitore nei condomini, affidandosi alla buona volontà dei cittadini che le devono portare fisicamente nel centro di raccolta più vicino. Noi cerchiamo di fare informazione – continua Castelli- ma al momento su dieci batterie vendute solo tre vengono smaltite in maniera corretta. Registriamo comunque che quando facciamo sui territori campagne mirate il livello di raccolta aumenta sensibilmente”.

Il nuovo quadro normativo prescrive l’obbligo di raccolta gratuita per gli utenti finali di tutti i rifiuti prodotti da mezzi di trasporto leggeri, batterie per autoveicoli, veicoli industriali e veicoli elettrici, indipendentemente dalla loro natura, composizione chimica, condizione, marca o origine. “Per le auto elettriche il problema della raccolta delle batterie non c’è ancora– dice Castelli-  dato che il parco vetture elettriche è molto giovane. Inolte, secondo alcuni studi, la batteria può durare anche più a lungo della vettura. Mentre per le cosidette pile che servono per gli apparecchi di casa il problema persiste proprio perchè è molto scomodo per l’utente arrivare al luogo di raccolta”.

La raccolta delle batterie è dunque importante al fine di arrivare nel 2030 al 73% indicato dalle norme Ue che al momento però non ha previsto ancora sanzioni in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo. L’importanza è data anche dal fatto che, secondo le nuove regole, i livelli minimi di cobalto recuperato (16%), piombo (85%), litio (6%) e nichel (6%) dalle pile esauste dovranno essere forzatamente riutilizzati per la produzione delle nuove batterie. Un aiuto potrebbe arrivare dalle cosiddette pile ricaricabili che dovrebbero diventare tra pochi anni le uniche prodotte e vendute sul mercato dato che ormai hanno raggiunto livelli molto competitivi rispetto a quelle normali scaricabili e dunque forzatamente destinate alla raccolta. 

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