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L’ossessione di De Benedetti che avrebbe voluto fare la vita di Berlusconi

In Cronaca, Da non perdere
18 Luglio 2022

L’ossessione dell’Ingegnere De Benedetti

Un partito politico fondato e di proprietà. Da 26 anni con nome e cognome sulle schede elettorali. Tre volte premier passando per le urne e neppure un giorno in prigione. Poi dicono che per Carlo De Benedetti, Silvio Berlusconi, Forza Italia e le sue aziende siano state, e forse siano ancora in parte, un’autentica ossessione. I confronti, si sa, aiutano a vivere. Ma qui, il destino è stato davvero crudele con l’Ingegnere di Dogliani, nonché editore di Domani.

Gli anni di Repubblica

Da una parte, un imprenditore-editore-politico profondamente etico come lui, autonominatosi “tessera numero uno del Partito democratico”, costretto per decenni a ospitare e indottrinare leader del centrosinistra sui suoi rompighiaccio e sulle sue barcone. Condannato a ricordare ogni santo giorno, attraverso il giornale-partito Repubblica (finché ce l’ha avuto) e i Girotondi, la diritta via a quelle teste quadre dei “dem” e le giuste e patriottiche battaglie contro il Cavaliere del conflitto d’interessi, il Cavaliere “barzelletta” d’Europa, il Cavaliere “corruttore” e anche il Cavaliere delle Olgettine. A costo di diventare per una dozzina d’anni perfino la gazzetta ufficiale di Veronica Lario in Berlusconi.

Il Banana

Dall’altro lato, ecco il Banana, come da vignette di Altan, che nell’ultimo quarto di secolo fonda Forza Italia, vince le elezioni nel 1994, nel 2001 e nel 2006; fa il premier tre volte, incontra i Grandi del mondo e si fa pure le foto, conserva le sue tv e anzi ora con i figli Pier Silvio e Marina le porta in Europa con il progetto Mfe. Il tutto mentre sta al governo con Mario Draghi e in Europa nel Ppe, accingendosi a essere decisivo anche alle prossime elezioni. Ma chi non impazzirebbe con un Gastone del genere?

Certo, almeno la giustizia non è stata troppo agra per l’Ingegner Paperino, che ha risparmiato sugli avvocati, rispetto al pluriprocessato Silvio, il quale invece si è beccato un affidamento in prova ai servizi sociali ed è tutt’ora accusato dai pentiti di saperla troppo lunga perfino sulle stragi di mafia dei primi anni Novanta.

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