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Il segretario della Cgil Landini ora la spara grossa: tassa al 100% sugli extraprofitti

In Cronaca
19 Giugno 2022

La tassa sugli extraprofitti

Il segretario della Cgil Maurizio Landini annuncia una mobilitazione generale a settembre se il governo non aumenterà i salari e chiede di portare l’aliquota sugli extraprofitti delle compagnie energetiche, oggi al 25%, addirittura al 100%. Durante una manifestazione a Piazza del Popolo, ieri a Roma, Landini ha rilanciato il tema degli aumenti salariali, rievocando il patto firmato dall’allora presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi e le parti sociali all’inizio degli anni Novanta. Un’iniziativa da non prendere come modello per il presente: «Il patto Ciampi era un patto per la moderazione salariale per entrare in Europa. Adesso in Europa ci siamo e abbiamo bisogno di aumentare i salari» ha detto Landini. «Oggi non è il momento di patti generici ma di provvedimenti concreti».

Il bonus di 200 euro

«Noi non abbiamo bisogno di 200 euro una tantum», ha aggiunto, riferendosi al bonus stanziato dal governo, «noi abbiamo bisogno di 200 euro tutti i mesi». Quindi il segretario della Cgil ha annunciato la sua “campagna” di settembre: «Penso sia importante lavorare affinché nel mese di settembre, o comunque prima che venga presentata la prossima legge di bilancio, si dia di nuovo una dimostrazione di forza e di contenuto. Ci ritroveremo nelle piazze d’Italia per sostenere le nostre richieste e, se non ci ascoltano, a quel punto metteremo in campo tutto ciò che è necessario mettere in campo fino alle mobilitazioni necessarie».

Dal palco della manifestazione Landini si è preso l’applauso della folla quando ha chiesto di aumentare la tassa sugli extraprofitti realizzati dalle imprese petrolifere grazie al vertiginoso aumento dei prezzi delle materie prime negli ultimi mesi. «Oggi la gente, soprattutto lavoratori e pensionati, non arriva alla fine del mese. È assolutamente necessario prendere dei provvedimenti anche straordinari, ad esempio serve tassare al 100% gli extraprofitti delle aziende e non al 25%». Dura la critica al governo Draghi: «Chi non sta facendo il suo mestiere è il governo, che non ha una politica industriale, che non ha un’idea di futuro. Nei prossimi giorni scriveremo alle forze politiche sulle proposte del nostro congresso e chiederemo anche di incontrarle. È già cominciata la campagna elettorale, noi non possiamo adesso fare gli spettatori di chi racconta cosa farà il prossimo anno se sarà al governo. Devono dire cosa fanno adesso».

La delega fiscale approvata

La delega fiscale che sta per essere approvata in parlamento non va a genio al leader della Cgil: in Italia, ha detto, «c’è il problema di una vera riforma fiscale. Stanno discutendo di una delega fiscale folle, che non è quella di cui abbiamo bisogno, perché il fisco in Italia vuol dire combattere l’evasione e introdurre davvero la progressività». Ma la manifestazione di ieri a Roma era anche contro la guerra in Ucraina e «contro la logica della guerra in qualunque forma essa si presenti». «La cosa che trovo inaccettabile è che questa guerra ha scatenato anche la scelta di aumentare la spesa per le armi, soprattutto per le armi nucleari, è una follia», ha detto Landini