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Zitti zitti adesso i Comuni ne approfittano e alzano l’addizionale Irpef

In Cronaca
9 Giugno 2022
In attesa della decisione dei grandi centri, molti enti locali hanno già ritoccato le aliquote

Le nuove tasse in arrivo nei Comuni

Il governo di Mario Draghi aveva dato loro libertà di ritocco e i Comuni italiani non se lo sono fatto ripetere due volte. Sono infatti centinaia fino ad oggi quelli che hanno operato un ritocchino verso l’alto della addizionale Irpef. Ogni giorno il ministero dell’Economia e delle Finanze inserisce qualche nuova delibera nel suo contatore e la maggiore parte delle sorprese non sarà positiva per i cittadini contribuenti. Anche se mancano ancora all’appello la maggiore parte delle grandi città, che non hanno ancora adottato la loro decisione, chi l’ha fatto fin qui è destinato a fare aumentare la pressione fiscale e non poco soprattutto su alcune fasce di reddito. Sono invece rarissimi i comuni che hanno scelto di allentare quella morsa fiscale. Invece ci sono già 23 sindaci che avevano resistito negli anni scorsi rifiutando l’utilizzo di questo strumento ma che ora si sono arresi istituendo per la prima volta una addizionale Irpef che ai loro residenti era fin qui sconosciuta.

Dove sale l’Irpef

Fra le città capoluogo che hanno innalzato parzialmente l’aliquota ci sono Arezzo, Ferrara, Lecco, Modena, Pesaro, Piacenza, Pisa, Pordenone, Ragusa, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e Verbania. Ognuno in modo diverso dall’altro, ma alla fine larga fetta dei contribuenti pagherà più di prima. La scelta più diffusa è stata quella di abbassare la soglia a cui applicare l’aliquota massima dello 0,8% che esisteva già l’anno precedente. Prima pagavano così solo al di sopra dei 75 mila euro lordi, quest’anno lo 0,8% scatterà inesorabile al di sopra dei 50 mila euro lordi. I più colpiti in assoluto sono i contribuenti che denunciavano fra 50 e 55 mila euro, perché si troveranno davanti l’aliquota massima facendo due salti di scaglione: fino all’anno scorso c’erano infatti in queste città e in molti paesi due aliquote intermedie, una fra 28 e 55 mila euro e una seconda fra 55 e 75 mila euro lordi.

Gli aumenti maggiori

In qualche comune l’aumento è stato più sensibile e la platea che lo subisce assai più larga. È accaduto ad esempio a Treviglio, in provincia di Bergamo, dove l’aliquota unica dello 0,65% è diventata per tutti dello 0,8%. Bel salto in avanti anche per i cittadini di Saint Vincent, cittadina vicino ad Aosta negli anni resa celebre dal suo Casinò: c’era una aliquota unica per tutti dello 0,3%, ora sale allo 0,35% fino a 28 mila euro, allo 0,45% fra 28 e 50 mila euro e allo 0,6% (quindi raddoppiata) per tutti i cittadini che dichiarano da 50 mila euro lordi in su. Balzello in avanti anche a Macherio, cittadina brianzola nota per avere una delle principali ville di Silvio Berlusconi: l’aliquota unica dello 0,5% sale allo 0,65%. Bel salto in avanti anche a Pordenone, dove l’aliquota unica dello 0,2% triplica allo 0,6% introducendo però un‘a ’esenzione fino a 15 mila euro di reddito. Sale un pochetto l’aliquota unica anche a Soriso, nel novarese, dove passa dallo 0,7% allo 0,8%, che è poi il massimo consentito.

Dove l’aliquota cala

C’è – assai più ridotta – anche una lista di comuni che hanno fatto la scelta opposta, diminuendo un po’ la pressione fiscale sui loro cittadini. Il più importante di tutti è Torino, che è anche un caso anomalo: quasi mai una operazione di questo tipo viene compiuta da giunte di sinistra. Qui invece la discesa è importante, visto che esisteva un’aliquota unica massima allo 0,8%. Sopra i 50 mila euro nel 2022 si pagherà un po’ meno: 0,7%. Ma al di sotto di quel reddito lo sconto è importante: 0,20% fra 28 e 55 mila euro e 0,15% fra 15 e 28 mila euro dichiarati. Percorso virtuoso seguito anche dal comune del Prosecco, Valdobbiadene (Treviso), dalla brianzola Seregno, da Cantù nel comasco, da Merate in provincia di Lecco, dal comune di Sansepolcro nell’aretino e da quello di Maddaloni in provincia di Caserta.

Lieve rialzo

Una terza lista di comuni ha alzato lievemente la fascia cui applicare l’aliquota più alta, ma ha compensato riducendo quelle intermedie e quelle più basse, compiendo quella che abbiamo definito semplice «rimodulazione» delle aliquote. In questo elenco c’è la città di Massa, due comuni del torinese (Carignano e Chieri), tre comuni nella provincia di Bergamo (Cavenago, Dalmine e Nembro), e poi Saronno (Varese), Civita Castellana (Viterbo), Marzabotto (Bologna), Mirandola (Modena), Monfalcone (Gorizia), Mortara (Pavia) e Tolmezzo (Udine).

Aspettando gli altri

La maggiore parte dei comuni deve ancora adottare la sua decisione, e finché non saranno compiute quelle scelte non è possibile calcolare se grazie alle addizionali locali la pressione fiscale sarà destinata a crescere in Italia durante il 2022. Vedendo la lista di chi ha già deciso, sembra però che la linea di tendenza sia proprio quella.

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Direttore Responsabile Verità&Affari

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