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Ecco dove fare benzina costa meno in Italia: la mappa dei distributori

In Cronaca, Primo piano
14 Luglio 2022

I distributori dove costa meno la benzina in Italia

I distributori di benzina non sono tutti uguali. Ossia non praticano tutti, neppure quelli della stesso marchio, gli stessi prezzi per benzina e gasolio. Inoltre ormai gli automobilisti hanno capito che fare rifornimento in autostrada è un autentico salasso con prezzi molto più alti rispetto ai distributori che si possono trovare sulle strade statali o anche in città. Certo ci sono costi di gestione e di affitti differenti a seconda un distributore sia in una zona è più o meno pregiata. Però ci sono zone d’Italia più fortunate a livello di prezzo, rispetto ad altre. Al sud infatti, la benzina, come i pomodori, costa meno rispetto al nord. Anche se il distributore che ieri, 13 luglio, secondo una ricerca effettuata sull’ Osservatorio prezzi carburanti del Mise, era situato nei pressi di Grosseto. Si tratta di un distributore Tamoil con tariffe davvero concorrenziali: 1,879 per la benzina e 1,829 per il diesel.

I prezzi della benzina

Quasi un sogno per l’automobilista medio abituato, da oltre un mese, a prezzi che superano i 2 euro per entrambi i carburanti. Certo le quotazioni del petrolio sono scese questa settimana, sotto i 100 euro al barile. Un gran balzo rispetto ai 120 di qualche giorno fa. Inoltre il distributore di Grosseto è un caso anche se non isolato. Anche in altre città, grandi e medie, Napoli, Foggia e Cagliari il prezzo della benzina è sceso in alcuni distributori sotto quota 1,9 euro. Per contro usando il motore di ricerca fornito dal sito predisposto dal Mise, prezzi sotto i 2 euro al litro per la benzina sono disponibili in alcuni distributori in molte città. Mentre il diesel scende sotto quota 1,9 anche a Firenze, Brescia, Verona, Ancona e Pescara. Sono differenze di prezzo che sembrano risibili ma su un pieno da 80-90 litri fanno la differenza. Certo sarebbe meglio avere un prezzo imposto uguale per tutti. Mentre i gestori dei distributori sfruttano il fatto che andare molto lontano per fare benzina agli automobilisti non conviene.

Quanto diminuisce il prezzo

Ieri comunque, con le quotazioni dei prodotti petroliferi in ribasso, le grandi compagnie hanno abbassato i prezzi. Anche se la discesa non è mai rapida come l’ascesa ma è un primo segnale. Eni, che è il maggior gestore di pompe di benzina in Italia (oltre 4mila) non si è sprecata. Lo sconto è di 1 centesimo su diesel e benzina, Tamoil di 2 centesimi solo sul diesel e Q8 di 1 centesimo sulla benzina e 2 sul diesel.

Trovare prezzi al distributore sotto i due euro però non è scontato. Infatti in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’osservatorio del Mise il prezzo medio nazionale praticato della benzina in self service è 2,017 euro/litro (2,021 il valore precedente), con i diversi marchi compresi tra 2,002 e 2,029 euro/litro (no logo 2,015). Mentre il prezzo medio praticato del diesel self è 1,973 euro/litro (1,977 il dato precedente), con le compagnie tra 1,962 e 1,984 euro/litro (no logo 1,974).

Sul servito per la benzina il prezzo medio è di 2,160 euro/litro (contro 2,163). La media del diesel servito è invece di 2,118 euro/litro (2,122 il dato precedente), con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 2,049 e 2,172 euro/litro (no logo 2,027). Per il Gpl i prezzi si attestano tra 0,829 a 0,848 euro/litro (no logo 0,814). Sale invece il prezzo medio del metano auto che si colloca tra 2,002 e 2,264 (no logo 2,115). Per fare un raffronto nello scorso mese di ottobre il prezzo medio del metano si posizionava tra 1,195 e 1,638 (no logo 1,303). Mentre quello della benzina in modalità selfservice, andava da 1,696 euro al litro con i diversi marchi compresi tra 1,688 e 1,710 euro/litro (no logo 1,679). Infine, il prezzo medio del diesel, sempre in modalità self, era pari a 1,549 euro al litro con le compagnie che si erano posizionate tra 1,541 e 1,565 euro al litro (no logo 1,531).

Le accise sulla benzina dal 1934

Gli aumenti sono evidenti nonostante il taglio delle accise decise dal governo, che pesano dal 1934 con la guerra di Abissinia, prima accise posta sui carburanti, come un macigno (48% del prezzo del carburante) sulle spalle dei consumatori. Oltre a queste c’è ovviamente l’Iva al 22% che garantisce, con i prezzi in ascesa, maggiori introiti allo stato. Fatti questi ragionamenti per calmierare il prezzo dei carburanti il governo ha varato il taglio delle accise.

Ma il prossimo 2 agosto scadrà la riduzione decisa che era pari a di 30 centesimi (25 di accise e circa 5 sull’Iva) sul prezzo di benzina, diesel e gpl. La misura dovrebbe essere rinnovata ma alcune forze politiche come il Movimento 5 Stelle, spalleggiato dalla Lega, sta spingendo per portare il taglio verso i 50 centesimi, al fine di contenere il prezzo sotto la soglia, che non è solo psicologica, dei 2 euro al litro.