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La Fed non fa sconti, tassi su dello 0,75%. Non accadeva da più di 30 anni

In Cronaca
15 Giugno 2022

Il ritocco annunciato dalla Fed

Una Fed aggressiva come non accadeva da più di trent’anni ha annunciato un ritocco dello 0,75%. La punta più alta della forchetta considerando che in tanti speravano che si limitasse allo 0,5%. Il costo del denaro sale così in una forchetta fra l’1,50% e l’1,75% . E non è finita. La Fed prevede il 3,4% a fine anno, contro l’1,9% atteso a marzo. Per il 2023 la nuova stima è del 3,8% e il 3,4% per il 2024 contro il 2,8% previsto a marzo per entrambi gli anni. Per arrivare al 3,4% alla fine del 2022 la Fed dovrebbe aumentare i tassi di mezzo punto in ognuno dei suoi direttivi in programma fino alla fine dell’anno. L’inflazione, ormai a livelli record impone scelte rigorose. La banca centrale Usa è impegnata a riportarla al 2%.

Tuttavia il presidente Jay Powell deve muoversi con prudenza: le proiezioni diffuse ieri sera indicano la frenata della crescita (1,7% per il 2022 contro il precedente 2,8%) e l’aumento della disoccupazione dal 3,5% al 3,7%. «L’inflazione rimane a livelli elevati, a causa degli squilibri che la pandemia e il contesto energetico globale hanno determinato su domanda e offerta», si legge nel comunicato diffuso al termine della riunione.

I mercati non sembrano scossi. Gli indici restano frazionalmente in rialzo. Niente di paragonabile comunque con quanto accaduto in Europa. Borse fiammeggianti dopo l’annuncio del nuovo scudo anti-spread e l’uso flessibile dei 1.700 euro di bond comprati col programma pandemico, da reinvestire man mano che arriveranno a scadenza. Dopo meno di una settimane di mercati nel caos per la stretta annunciata giovedì scorso, la Bce fa un mezzo dietrofront.

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Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.