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Gas, chiude Nord Stream, tagliate di un terzo le forniture per l’Italia: cosa rischiamo adesso

In Cronaca, Primo piano
11 Luglio 2022

L’emergenza gas in Italia

Chiude Nord Stream 1 per dieci giorni, tra i principali snodi per l’ingresso del gas in Europa, e Gazprom taglia di un terzo le forniture per l’Italia. Non poteva iniziare nel peggiore dei modi la settimana degli approvvigionamenti energetici dalla Russia. Ufficialmente Nord Stream 1 chiude per lavori di manutenzione. C’è anche il noto problema della turbina in arrivo dal Canada, dopo che per giorni era stata bloccata a causa delle sanzioni. Ufficialmente la turbina non verrà consegnata alla Russia, ma alla Germania ed è su questo compromesso che si è giocato il filo della diplomazia. La paura che si sta paventando in Europa, però, è che nemmeno dopo che l’impianto verrà riparato e termineranno i lavori di manutenzione riprenda la sua piena efficienza.

La guerra del gas con l’Europa

Come si sa dalla guerra in Ucraina lo scontro tra Europa e Russia si è spostato anche alla guerra del gas, con tagli imprevisti alle forniture, che hanno toccato anche l’Italia. Come quella di questa mattina, in cui Gazprom ha comunicato che per la giornata di oggi fornirà a Eni volumi di gas pari a circa 21 milioni di metri cubi/giorno, rispetto a una media degli ultimi giorni pari a circa 32 milioni di metri cubi/giorno. In  pratica un terzo in meno, che nonostante il caldo record, non dovrebbe comportare particolari disagi, ma è certo che, se lo scherzetto venisse fatto il prossimo inverno, i problemi sarebbero ben diversi. Eni ha informato, comunque, che fornirà ulteriori informazioni in caso di nuove e significative variazioni dei flussi. 

Il piano dell’Italia per l’emergenza gas

L’Italia ha, comunque, un piano in caso che l’emergenza del gas divenga più conclamata. Prevede la possibilità di spegnere l’illuminazione pubblica, partendo da due ore a notte, e abbassare di due gradi i termostati d’inverno, consumando, quindi, meno energia. Già la scorsa settimana, va ricordato, l’Italia era in preallerta sul pericolo forniture.  Se la situazione peggiorasse si passerebbe, quindi, subito al massimo livello di attenzione, con una serie di misure per ridurre il consumo di gas, tra cui il razionamento ai settori industriali, l’aumento della produzione nelle centrali elettriche a carbone e la richiesta di maggiori importazioni di gas da altri fornitori. Una partita delicata da giocare insieme all’Europa, con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che continua ad avvertire i Paesi partner che non ci sono certezze sul prossimo inverno. 

Una voce non isolata. Anche il capo dell’Agenzia internazionale dell’energia Faith Birol, intervistato dal Financial Times aveva detto il mese scorso: «L’Europa dovrebbe essere pronta nel caso in cui il gas russo sia completamente tagliato fuori». Intanto, il prezzo del gas ha ripreso a volare oggi e si teme l’ennesima mazzata. Dall’inizio del 2021 l’incremento dei futures del gas scambiati sulla Borsa di Amsterdam ha già superato l’800 per cento.

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Giornalista, esperto di nuovi media e digitale. Responsabile dell'edizione online del quotidiano