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Guerra del gas, Gazprom gela l’Europa: “Non possiamo garantire il funzionamento di Nord Stream”. E aumentano anche le turbine da sostituire

In Cronaca, Primo piano
13 Luglio 2022

L’annuncio di Gazprom sul gas

È una doccia fredda, anzi gelata. Come quella che rischiamo di doverci fare il prossimo inverno. Con una nota ufficiale Gazprom ha comunicato di non poter garantire il buon funzionamento del gasdotto Nord Stream, da cui passa buona parte delle forniture di gas del Nord Europa, ma che ha riverberi anche sull’Italia.

“Gazprom non è in possesso di alcun documento che indichi che Siemens è in grado di portare la turbina a gas per la stazione di compressione di Portovaya fuori dal Canada, dove è in riparazione. In queste circostanze non è possibile garantire il funzionamento sicuro della stazione di compressione di Portovaya, che è una struttura fondamentale per il gasdotto Nord Stream”, dice la nota diramata tramite l’agenzia di stampa russa Tass. Un colpo di scena dopo le rassicurazioni del Canada alla Germania, che avrebbe inviato l’attesa turbina. L’impianto Nord Stream 1 ha già smesso di pompare gas da due giorni per le operazioni di manutenzione. Ma è necessario anche sostituire la turbina, affinchè l’impianto torni nel pieno della sua efficienza. Turbina che pare, però, nuovamente incagliata nelle secche delle sanzioni.

Inoltre, potrebbe non essere l’unico elemento necessario per il gasdotto. Stando a quanto riferiscono i quotidiani canadesi potrebbe essere necessario riparare altre cinque turbine entro due anni a condizione le sanzioni antirusse non siano più in vigore. Il governo di Ottawa aveva riferito, tuttavia, che la turbina destinata al Nord Stream, che prima non avrebbe potuto essere inviata in Germania a causa delle sanzioni, è ora in viaggio verso l’Europa.

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Giornalista, esperto di nuovi media e digitale. Responsabile dell'edizione online del quotidiano