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CronacaIn evidenza Mer 06 luglio 2022

Giustizia tributaria, nella riforma pm e giudici controllati dal ministro

È uscita a brandelli dall’esame degli esperti e degli operatori quella riforma della giustizia tributaria di Marta Cartabia e Daniele Franco.

La riforma della giustizia tributaria

È uscita a brandelli dall’esame degli esperti e degli operatori quella riforma della giustizia tributaria di Marta Cartabia e Daniele Franco che avrebbe dovuto essere un fiore all’occhiello anche per il premier Mario Draghi a cui serviva come biglietto da visita con la Ue per ottenere i fondi del Pnrr. Che la giustizia fiscale funzioni poco in Italia è un dato di fatto, testimoniato anche dagli esiti dei contenziosi giudiziari che arrivano in Cassazione con sentenza nella maggioranza assoluta dei casi favorevole al contribuente.

E su questo sono davvero tutti d’accordo, come sull’idea di base della riforma preparata dal governo Draghi di affidare i vari gradi di giudizio a togati, che entrino nel ruolo della giustizia tributaria attraverso regolari concorsi.

Ma il consenso finisce qui. Perché sulle modalità scelte dal governo per selezionare i togati, sulle materie scelte per il concorso, come sul sistema di controllo del processo tributario sono tutti in disaccordo. Lo hanno fatto sapere in una raffica di audizioni davanti alla commissione Giustizia del Senato dove sono stati convocati magistrati, avvocati, commercialisti e tributaristi e professori universitari.

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