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Miliardi svaniti negli investi in cannabis, la truffa di Juicy Fields tocca tantissimi italiani

In Cronaca, Primo piano
23 Luglio 2022

La truffa degli investimenti in cannabis

Numeri attendibili non ce ne sono ancora. Ma quello di Juicy Fields ha tutte le caratteristiche per essere la più grossa frode nel campo del crowdfunding finora emersa e rischia di piazzarsi molto in alto nella classifica planetaria delle frodi. Una frode globale con centinaia, forse migliaia di italiani coinvolti. Un gigantesco schema Ponzi, probabilmente, a base di «partecipazione dal basso» e criptovalute che avrebbe fatto sparire centinaia di milioni, forse miliardi di euro. Uno scandalo paragonabile a quello di OneCoin, che con i suoi 4 miliardi di dollari svaniti è finora il più clamoroso nel mondo delle criptovalute.

Rendimenti stellari

Andiamo con ordine. Juicy Fields è una piattaforma per finanziare, tramite il crowdfunding, la coltivazione di cannabis a scopo terapeutico. La piattaforma consente di sottoscrivere l’investimento, scambiarsi le quote tra i vari sottoscrittori, incassare i proventi. Gli investitori finanziavano la coltivazione, la raccolta e la commercializzazione della cannabis terapeutica. Juicy Fields prometteva ritorni nell’ordine del 100%. L’attività è partita nel 2020 e i primi sottoscrittori sono più che soddisfatti: secondo Business Insider, c’è stato chi ha guadagnato il 66% in appena tre mesi. Sulla piattaforma arrivano così sempre nuovi «clienti». Grazie anche a massicci investimenti pubblicitari, marketing sui social e l’arruolamento di influencer.

Il mercato della cannabis terapeutica è d’altra parte estremamente promettente e molti paesi occidentali stanno pensando la sua liberalizzazione o lo hanno già fatto. Quanti siano i truffati è difficile dirlo, per il momento. Gli ultimi numeri comunicati dalla società sono di 500 mila utenti tra Europa, Asia e America Latina. C’è il forte sospetto che i versamenti degli ultimi arrivati siano stati utilizzati per remunerare gli investimenti in essere. E che le mitiche piantine di cannabis (50 dollari l’investimento minimo, 180 mila il massimo) non siano mai neppure esistite. Perché qualche giorno fa la piattaforma ha bloccato l’attività e i soldi dei clienti non si sa che fine abbiano fatto.

Quanto è grande il buco

Anche la dimensione della truffa ancora non è chiara: da alcune centinaia di milioni fino a qualche miliardo. Un studio legale spagnolo che rappresenta una serie di investitori stima un buco di 9 miliardi di euro. Le attività venivano gestite tramite una società tedesca, con uffici a Berlino, ma nel corso di quest’anno la sede si sposta prima in Svizzera e poi in Olanda. Un tentativo di scappare dai regolatori e dalle indagini, probabilmente. I soldi confluivano nel conto di una banca di Cipro, poi in un istituto lituano. Chi c’è dietro non è chiaro. I top manager tedeschi sembrano essersi volatilizzati.

A marzo scorso interviene la BaFin, l’autorità tedesca di controllo dei mercati e degli investimenti. Ritiene l’attività di Juicy Fields una sollecitazione abusiva di investimenti e impone il blocco della vendita dele piantine in Germania. Ma la società se ne infischia e continua la sua attività. Due settimane fa emana una sanzione di un milione di euro. Da lì salta tutto. Quattro giorni fa il sito blocca l’attività.  In Italia si è mosso il Siti, Sindacato Italiano per la Tutela dell’Investimento e del risparmio. Ha presentato un esposto in Consob e, tre giorni fa, ha aperto una pagina web per raccogliere di truffati italiani. In 48 ore ha già ricevuto alcune centinaia di segnalazioni.