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Chi è il patriarca e miliardario russo che inneggia alla guerra di Putin

In Cronaca, In evidenza
23 Settembre 2022

Kirill incoraggia i russi a morire in nome di Dio

“Andate coraggiosamente ad adempiere al vostro dovere militare. Ricordate che, se morirete per il vostro paese, sarete con Dio nel suo regno, nella gloria e la vita eterna”. Così il patriarca ortodosso russo Kirill che dopo il discorso di Putin ha esortato i russi, spaventati dalla leva, a morire coraggiosamente. Parole che evocano uno scenario d’altri tempi, quasi da guerra santa. D’altronde non è la prima volta che questo nuovo Rasputin si esprime a favore del conflitto in Ucraina. Nella famosa omelia di inizio marzo aveva definito la guerra una giusta campagna contro le lobby gay. Peccato che dietro i toni accesi da moralista e le vesti sacre, si nasconda pure un oligarca con un patrimonio miliardario.

Kirill l’oligarca

Kirill è nato del 1946 con il nome di Vladimir Michajlovič Gundjaeved. È figlio d’arte. Anche alcuni suoi familiari erano sacerdoti e lui ha ricevuto la consacrazione episcopale nel 1976. La sua lunga carriera nelle Chiesa ortodossa lo ha portato nel 2009 a divenirne il capo, con la carica di patriarca di Mosca. Kirill è sempre stato sotto l’attenzione internazionale per i propri modi di fare bizzarri, per esempio l’assoluta fedeltà a Vladimir Putin, che ha definito anche “miracolo di Dio”. Il presidente lo conosce dai tempi dell’Urss e del Kgb diventandone la guida spirituale. Non solo un amico, ma anche parte del suo circolo di eletti. Il suo nome è apparso nella lista degli oligarchi russi da sanzionare e tenere sotto controllo. Il Parlamento Ue l’ha definito, infatti, tra i principali responsabili della destabilizzazione in Ucraina.

Un patrimonio di almeno 4 miliardi di dollari

Kirill ha più volte negato di possedere ricchezze. Peccato che alcuni report diffusi negli anni hanno messo una lente sul suo patrimonio. Novaya Gazeta, in particolare, ha spiegato che il suo conto sia di almeno 4 miliardi di dollari e che potrebbe arrivare agli 8. Tutti soldi ottenuti grazie ad esenzioni fiscali e al commercio di tabacco e birra. Voci poi smentite da Mosca.

Ricco grazie al tabacco

Secondo la giornalista Anne-Sylvie Sprenger, infatti, avrebbe fatto fortuna negli anni 2000, quando era a capo degli Affari esteri del Patriarcato di Mosca e l’Iraq era sotto embargo Usa. In quel periodo il commercio delle sigarette era affidato alla Chiesa russa e otteneva la decima. Commerciante ma anche sciatore. Pare che tra i suoi possedimenti ci sia anche uno chalet in Svizzera, vicino Zurigo. I report non escludono che possa aver aperto un conto bancario proprio lì.