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La più bella a scuola che vedeva già lontano, chi è Nicoletta, erede di Del Vecchio

In Cronaca, Da non perdere
28 Giugno 2022

La moglie di Del Vecchio Nicoletta Zampillo

La più bella della classe. Forse della scuola: Orsoline di San Carlo in viale Maino a Milano a metà anni ’70. Nicoletta Zampillo, detta Pillo o Nico a seconda dell’umore, era una mia compagna di scuola, nei cinque, spensierati, anni delle superiori. Alta, magra, pelle ambrata lunghissimi capelli neri fino alla vita. Sempre elegante anche se i ricordi, dopo 40 anni, sono sfumati. Ma alcuni restano, e molto chiari. Io, e le altre, in motorino (senza casco, si poteva) lei con corteggiatori gentili e molto discreti come nel suo stile anche oggi. Uno in particolare, sempre disponibile a venirla a prendere a scuola in macchina. E poi gli occhiali: tanti tantissimi di tutte le forme portati con leggerezza. Certo il padre li vendeva, anzi li rivendeva agli ottici essendo uno dei primi concessionari per la Lombardia di quello che sarebbe diventato il marchio principe di tutta l’occhialeria e italiana e non: Luxottica.

Ma il padre non le dava solo occhiali da indossare le raccontava anche le storie di quel mondo, tra finanza e glamour. Nicoletta, che era seducente come una «giovane figlia in fiore» di Proust, a scuola non era brillantissima. Unica consolazione delle compagne di seconda fila, invidiose, anzi invidiosissime. Però una volta, e ce lo ricordiamo bene ancora oggi noi compagne, il suo tratto di intelligenza pragmatica si accese: Nicoletta propose alla prof di educazione tecnica una simulazione di gestione di una ditta, il marchio Metalflex, ossia la società che fu la prima fiancheggiatrice e socia di Luxottica quando venne fondata da Leonardo Del Vecchio. Come nel mito e nella letteratura c’è sempre un segnale che indica il destino. In questo caso quello di amore e affari, della giovanissima Zampillo, 25 anni più giovane del re degli occhiali che ha sposato per ben due volte.

Come capita spesso, Metalflex non intuì la portata del progetto ne la genialità di Del Vecchio. E così venne liquidata. Ma nell’anno della nostra maturità l’azienda produceva ancora montature per occhiali in metallo per il marchio Fiorucci, allora sulla cresta dell’onda. Il destino fulgido di Nicoletta, che del settore occhialeria sa tutto, era comunque evidentemente segnato. L’ho rivista solo una volta all’Armani cafè ma da lontano: sempre bella solo qualche ruga. Una delle compagne l’aveva invitata per una «pizzata» ma ha declinato, gentilmente, l’invito. Era già una delle donne più abbienti d’Italia. Dovesse mai accettare niente è cambiato: lei arriverebbe con l’autista, noi sempre in motorino.