Cosa succede con il nuovo regolamento sul packaging Ue
Menu

QUOTIDIANO INDIPENDENTE - Fondato e diretto da MAURIZIO BELPIETRO

ApprofondimentiCronaca Mar 24 ottobre 2023

Addio all'insalata in busta e alle arance, il nuovo regolamento sul packaging Ue ci vieta ora pure di mangiare sano

Il rapporto sulla riduzione dei rifiuti da imballaggio, approvato Commissione Ambiente dell'Europarlamento. Addio all'insalata in busta e alle arance, il nuovo regolamento sul packaging Ue ci vieta ora pure di mangiare sano
Redazione Verità&Affari
di 
Redazione Verità&Affari

Le borse di plastica leggere saranno messe al bando. Addio alle buste d’insalata, che siamo abituati a comprare al supermercato, così come ai sacconi di arance, compagni irrinunciabili delle spremute invernali. Il rapporto sulla riduzione dei rifiuti da imballaggio, approvato Commissione Ambiente dell’Europarlamento, rimette in discussione anche il nostro stile di vita. E la necessità di conciliare la voglia di mangiare sano con i ritmi della quotidianità. Il testo dovrà essere esaminato ora dalla plenaria di novembre, ma le novità introdotte hanno già prodotto una levata di scudi. Che parte dal centrodestra e arriva alla Coldiretti. 

Cosa prevede la proposta

Nel rapporto della Commissione si precisa che la parte in plastica dell’imballaggio dovrebbe contenere percentuali minime di contenuto riciclato a seconda del tipo di imballaggio, con obiettivi specifici fissati per il 2030 e il 2040. E qui viene fatta una distinzione sugli imballaggi da riutilizzare o ricaricare. Gli imballaggi riutilizzabili dovranno soddisfare una serie di criteri, compreso un numero minimo di volte in cui possono essere riutilizzati (da definire in una fase successiva). I distributori finali di bevande e cibi da asporto nel settore horeca dovranno allora offrire ai consumatori la possibilità di portare il proprio contenitore.

Tra le altre misure proposte vi sono poi ulteriori requisiti da soddisfare, in modo che tutti gli imballaggi nell’Ue siano considerati riciclabili, con la Commissione incaricata di adottare criteri per definire gli imballaggi “progettati per il riciclaggio” e “riciclabili su scala”. I Paesi dovranno garantire anche che il 90% dei materiali contenuti negli imballaggi (plastica, legno, metalli ferrosi, alluminio, vetro, carta e cartone) venga raccolto separatamente entro il 2029. I fornitori di servizi online sarebbero vincolati agli stessi obblighi di responsabilità estesa del produttore dei produttori.

Cosa può cambiare

Le bottiglie di vino vengono esentate dalle norme sugli imballaggi, che sono confermate per l’ortofrutta con il limite ora fissato a 1 chilo, che rischia di cancellare dagli scaffali dei supermercati l’insalata in busta, i cestini di fragole, le confezioni di pomodorini e le arance in rete di peso inferiore al limite. Ma come denunciato da Coldiretti, il testo, nella forma attuale, apre ad una serie di problemi, dal punto di vista igienico-sanitario, della conservazione e degli sprechi, che potrebbero aumentare, come potrebbero aumentare anche i costi per i consumatori e per i produttori.

Si rischia anche un effetto negativo sui consumi, dove i prodotti di quarta gamma, dalle insalate in busta alla frutta confezionata, sono ormai entrati profondamente nelle abitudini degli italiani, con il pericolo di ridurne il consumo, già calato del 10% per la frutta e del 6% per gli ortaggi nel primo semestre del 2023, con un impatto pericoloso sulla salute. Salvo invece il vino. 

Contraria alla proposta approvata dalla Commissione il centrodestra, con la Lega in testa. “Nonostante l’Italia sia una nazione modello per il suo sistema virtuoso di economia circolare, questa nuova normativa butta via anni e anni di investimenti nel settore del riciclo che hanno posto il nostro Paese all’avanguardia”, affermano le europarlamentari della Lega Silvia Sardone Gianna Gancia e Annalisa Tardino. La discussione si sposta ora per la seduta del Parlamento in plenaria, prevista per la settimana del 20 novembre.

Condividi articolo