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CronacaIn evidenza Sab 30 luglio 2022

Il colosso Pfizer in overdose di utili grazie al vaccino del coronavirus

Con un fatturato di 27,7 miliardi e un utile netto di 9,9 miliardi di dollari Pfizer celebra la trimestrale più ricca della sua storia. Una fiala di vaccino Pfizer Una fiala di vaccino Pfizer

Il bilancio di Pfizer

Con un fatturato di 27,7 miliardi e un utile netto di 9,9 miliardi di dollari Pfizer celebra la trimestrale più ricca della sua storia che porta i ricavi dei primi sei mesi a 53,4 miliardi di dollari (+78% rispetto al 2021) e l’utile a 17,7 miliardi di dollari (+70%). Così per la prima volta è ormai certo che il colosso farmaceutico sfonderà a fine di quest’anno i 100 miliardi di fatturato. Tutto ancora una volta grazie ai farmaci anti-Covid, i vaccini a rMna che rappresentano più di un terzo degli incassi grazie soprattutto ai contratti con l’Unione europea e altri Paesi occidentali (80% del fatturato) e le pillole Paxlovid da cui sono arrivati 9,8 miliardi di euro di fatturato nel semestre soprattutto dagli Stati Uniti.

I nuovi vaccini per il Covid

Se in Italia e in gran parte di Europa la sensazione è che il coronavirus sia quasi alle spalle, nel quartiere generale di Pfizer la sensazione è quella esattamente opposta: per loro resta ancora un business in crescita che non invertirà la tendenza nel breve, ma nemmeno in tempi medi. Lo ha detto senza mezzi termini presentando al mercato i dati della semestrale il presidente e Ceo di Pfizer Albert Bourla: «Dove andremo a finire?», si è chiesto il manager. «Dopo 2,5 lunghi anni, come tutti, ci auguriamo che questa crisi sanitaria globale finisca presto. Ma per quanto la speranza sia importante, la speranza non è scienza. E la scienza ci dice che la Covid-19 probabilmente rimarrà un problema di salute globale importante per gli anni a venire. Riteniamo che Pfizer sia ben posizionata non solo per mantenere, ma anche per accrescere la nostra leadership commerciale e scientifica nella lotta contro il Covid-19».

La previsione di Pfizer sul coronavirus

Vero che per Pfizer con questi risultati il coronavirus se non esistesse bisognerebbe quasi inventarlo, però Bourla si è lasciato andare a scenari così tetri da farlo quasi sembrare un menagramo: «Finora, siamo stati fortunati perché la maggior parte delle varianti ha portato a malattie meno gravi. Ma rimane la possibilità che emerga una variante futura che combini la contagiosità di Omicron con la gravità del virus originale. È uno scenario che nessuno vuole immaginare, ma per il quale dobbiamo essere preparati. Ed è per questo che stiamo facendo tutti questi investimenti. Ed è anche per questo che è fondamentale che Pfizer continui a investire nella ricerca e nello sviluppo dei vaccini e dei trattamenti Covid-19».

Il colosso farmaceutico ha già per questo presentato all’Ema (e successivamente alla Fda negli Usa) i risultati della sua sperimentazione su un vaccino bivalente che contenga oltre alla dose tradizionale anche una mezza dose adattata alle varianti Omicron 4 e 5: «Pfizer – ha proseguito Bourla – sta attualmente procedendo con lo sviluppo di un candidato vaccino booster Omicron BA.4/BA.5 bivalente Covid-19 e punta a questo autunno per il lancio negli Stati Uniti, naturalmente previa autorizzazione normativa. Pfizer è ben posizionata per soddisfare gli attuali obblighi contrattuali e la domanda potenziale nell’ambito della sua capacità produttiva fino alla fine dell’anno».

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