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Dopo gli hotel, asta tra le case: servono 3.500 per dormire con il Salone del Mobile

In Approfondimenti, Cronaca
2 Giugno 2022

I prezzi del Salone del Mobile

Una settimana in affitto a Milano? Se è quella del Salone del Mobile bisogna prepararsi ad un bel salasso. Per un appartamento in centro l’assegno da staccare può infatti superare i 3.500 euro. Con un aumento del canone, rispetto ad un settimana qualsiasi dell’anno, di oltre il 300%. Ma la stessa cifra da due giorni si raggiunge per una delle pochissime camere ancora libere in uno degli alberghi della città a quattro o cinque stelle. Sopra i mille euro a notte perfino i tre stelle, con i prezzi che salgono di ora in ora come si trattasse di un’asta. «I motivi di questo balzo dei prezzi sono molti. Alcuni di questi legati ovviamente alle singole manifestazioni fieristiche, altre di lungo periodo», spiega Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio studi di Idealista, il principale portale immobiliare in Italia e Sud Europa.

«Intanto l’affitto breve è diventato un alternativa luxury all’albergo – entra in dettaglio De Tommaso – e molti di coloro che hanno forte capacità di spesa scelgono soluzioni che uniscono contesti esclusivi alla privacy. Ma a far decollare i prezzi in questo periodo è anche la carenza di immobili in affitto breve sul mercato». «La penuria è dovuta al fatto – spiega l’esperto – che durante il periodo del Covid molti degli immobili locati a breve, vista la mancanza di domanda, sono passati all’affitto tradizionale. Ma ad accrescere la tensione tra domanda ed offerta è anche lo squilibrio socieo economico: salari bassi, precarietà, alta inflazione. Così molte famiglie si orientano verso l’affitto piuttosto che all’acquisto. E i prodotti di pregio sono i primi che scompaiono dal mercato».

L’entusiasmo della ripartenza

Per quanto riguarda il Salone del Mobile, con a fianco la Milano design week, gioca anche l’entusiasmo della ripartenza dopo due anni di buio con migliaia di espositori e operatori del settore, ma anche migliaia di visitatori che si sono dati appuntamenti nel capoluogo lombardo. Un combinato disposto che ha mandato gli affitti alle stelle. Come è confermato anche da Abitare.Co secondo cui gli affitti brevi nella settimana calda del salone arrivano in media a +273%.  Nella classifica dei quartieri il conto più salato si paga in zone quali Brera, Duomo, Garibaldi, Cairoli e Corso Como dove l’impennata arriva al 350% con un costo di quasi 6mila euro. Anche nelle zone attorno all’area centrale (a cavallo dell’area «C» a traffico limitato) i canoni non sono certo per tutte le tasche. Parliamo infatti di un costo settimanale che supera i tremila euro con incrementi di oltre il 300%.

Sono invece meno costose le zone di semi-centro tradizionalmente legate all’evento ma in quartieri considerati non di lusso (come Tortona e Lambrate) dove si può soggiornare per sette giorni spendendo comunque più di 2.500 euro (in questi casi l’incremento rispetto ad una settimana normale è attorno al 150%). Discorso a parte per i nuovi e vecchi quartieri trendy dove gli immobili di pregio scarseggiano ma si è avvolti dall’atmosfera della «nuova Milano» come il quartiere isola o i Navigli. Anche in questo caso non si può aprire la valigia per meno di 2.500 euro a settimana. Poco richieste le altre zone periferiche se non i quartieri residenziali nella cintura esterna della città come Milano 2 o San Felice. Ma nel caso del Salone del Mobile, quella del verde e della tranquillità è una scelta poco apprezzata.

I prezzi medi

«D’altra parte Milano fa gara a sé a prescindere dalle manifestazioni – spiega ancora Vincenzo De Tommaso di Idealista – basti pensare che durante il periodo del Covid mentre nel resto d’Italia affitti e vendite avevano rallentato, nel capoluogo lombardo è proseguita la corsa dei prezzi. Due dati per capire la situazione: a maggio l’aumento medio in Italia è stato del 2,5% con un dato annuale medio del 2,9% . A Milano il mese di maggio è stato poco brillante ma il balzo nei dodici mesi resta del 12%». Al di là della settimana del Salone e degli affitti brevi resta, come sottolinea l’Ufficio studi di Idealista, il tema più generale degli aumenti dell’affitto tradizionale che pesa sulle famiglie italiane già provate da un carovita al 6,9%.

A maggio il prezzo medio degli affitti ha raggiunto gli 11,6 euro al metro quadro mensili. Su 89 città monitorate da Idealista sono state 47 quelle in cui i proprietari hanno chiesto aumenti, mentre 37 capoluoghi appaiono in calo; Su base mensile gli incrementi più pronunciati sono quelli di Chieti (8,2%), seguita da Messina,(6,3%), Catanzaro (5,3%) e Rimini (5%). Il resto dei centri segnano incrementi inferiori al 5 per
cento, fra questi pressocché tutti principali mercati del Paese .