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Curiosità Mar 04 ottobre 2022

I supermercati americani sbarcano in Italia per le fare spesa delle nostre eccellenze

Bisognerà aspettare ancora un po’ e quasi 100 supermercati, nell’entroterra degli Stati Uniti, dovranno fare spazio tra i loro scaffali Grande distribuzione

Supermercati americani a Salsomaggiore per comprare le eccellenze

Bisognerà aspettare ancora un po’ e quasi 100 supermercati degli Stati Uniti dovranno fare spazio tra i loro scaffali. Allora, via le lattine di macaroni and cheese e ramen liofilizzato e dentro arriveranno le nostre eccellenze made Italy.  Il 5 e 6 ottobre sbarca a Tabiano, vicino Salsomaggiore, un convoglio di trentacinque tra manager e direttori generali di cinque importantissime catene di supermercati. Obiettivo? Fare acquisti dei nostri prodotti del Food & Beverage. Portarli a casa loro, sfruttando il momento propizio del dollaro e la passione degli americani per le nostre bontà.

Le catene

La delegazione parteciperà a un evento che si chiama “America buys italian”. È stato organizzato dall’associazione ExportUsa insieme alla Camera di Commercio di New York e si terrà nella splendida cornice dell’Antico Borgo di Tabiano Castello. Un insediamento medievale trasformato il Relais. Tra i partecipanti– si legge nella nota di ExportUSA – ci sono queste catene: la Roche Bros che è presente in Massachusetts con 20 punti vendita nell’area metropolitana di Boston; i marchi del gruppo Good food holding che ha 51 punti vendita nel Paese; e Heines’s con 10 punti vendita in Ohio e quattro punti vendita in Illinois, vicino Chicago.

Grande opportunità

L’Export negli Usa cresce annualmente del 20%, ritmo che fa degli States uno dei mercati di riferimento per l’Italia. Sui loro scaffali si trova di tutto: dalle conserve alla pasta, dai dolci ai salumi passando per i vini, ovviamente, e i prodotti lattiero caseari. “Il fatturato di queste catene varia dai 400 ai 900 milioni di dollari”, ha spiegato Muriel Nussbaumer, ad di ExportUSA. “Solitamente sono le imprese italiane a dover sostenere viaggi costosi negli States per assicurarsi una fetta di mercato – ha continuato -. Ma le missioni fieristiche all’estero organizzate dalle istituzioni non sono più sufficienti a supportare le reali esigenze delle aziende che hanno bisogno di essere formate e guidate sul funzionamento del mercato americano e della business etiquette”. L’associazione ha così radunato alcune centinaia di realtà italiane che hanno attività commerciali e imprenditoriali negli Stati Uniti.

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