487 visite 2 minuti 0 commenti

Dopo Facebook taglia pure Amazon, pronti 10mila licenziamenti

In Digitale
14 Novembre 2022

I licenziamenti di Amazon

Dopo la sforbiciata di metà dipendenti di Elon Musk in Twitter e il maxi-taglio di 11 mila lavoratori da parte di Mark Zuckerberg nella sua Meta, anche Amazon prepara i licenziamenti. Secondo le indiscrezioni del New York Times il colosso dell’e-commerce non dovrebbe ritoccare verso l’alto il record fissato dall’ex Facebook. A rischiare il posto sarebbero 10 mila persone. I tagli dovrebbero iniziare già questa settimana, racconta il quotidiano newyorkese, e dovrebbero coinvolgere diversi reparti.

Ma non è detto che la cifra non possa cambiare: la situazione secondo il Nyt “rimane fluida”. Tagliare 10 mila persone significherebbe licenziare circa il 3% dei dipendenti nel settore “corporate”. Ma allargando lo sguardo a tutto il personale impiegato nel mondo e comprendendo i lavoratori a ore, si tratterebbe di meno dell’1% degli 1,5 milioni di persone che lavorano per il colosso fondato da Jeff Bezos.

Dove saranno i tagli

A fare le spese dei tagli sarebbero determinati settori in particolare. I tagli, riferisce il quotidiano citando fonti vicine al dossier, si concentrerebbero principalmente nel settore dei device, tra cui l’assistente vocale Alexa, oltre che nella divisione retail e nelle risorse umane.

La spending review è già iniziata

Ma la cinghia negli ultimi mesi si è già stretta per una serie di iniziative di Amazon. Ad esempio Amazon Care, il suo servizio di assistenza sanitaria primaria e urgente, non è riuscito a raccogliere un numero sufficiente di clienti ed è stato stoppato. Stessa cosa anche per Scout,  il robot per le consegne a domicilio in formato frigorifero. E per Fabric.com, che ha venduto articoli per il cucito per tre decenni.

Negli ultimi sei mesi i dipendenti sono già stati ridotti di quasi 80 mila unità, ma agendo semplicemente su quei lavoratori che collaboravano ad ore con Amazon. Inoltre già a settembre Amazon ha bloccato le assunzioni di team minori e a ottobre aveva scelto di rimandare l’assunzione di 10 mila persone per la vendita al dettaglio. Solo premesse per la scelta arrivata due settimane fa: congelare le assunzioni in tutto il gruppo.