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Startup italiane gettonatissime, raccolti 5,1 miliardi d’investimenti

In Approfondimenti, Digitale
1 Giugno 2022
Mentre l'anno successivo la cifra racimolata dalle startup con dna italiano era addirittura scesa a 148 milioni.

La sesta edizione dell’osservatorio P101 sgr

Più di cinque miliardi di euro negli ultimi sei anni. Si tratta della raccolta delle startup e scaleup fondate in Italia o da italiani con sede all’estero tra il 2016 e il 2021. È la cifra che emerge dalla sesta edizione dell’osservatorio P101 sgr – Bebeez sul mercato di venture capital, pubblicato ieri. I 5,1 miliardi raccolti da startup e scaleup, secondo quanto riporta la ricerca, si dividono in 2,9 miliardi ottenuti da aziende italiane e 2,2 miliardi raccolti da italiani che hanno cercato fortuna altrove.

Ma a contribuire a una cifra di tutto rilievo sono soprattutto gli ultimi quattro anni. Nel 2016, infatti, la raccolta era stata soltanto di 165 milioni. Mentre l’anno successivo la cifra racimolata dalle startup con dna italiano era addirittura scesa a 148 milioni. Il primo balzo, grazie all’arrivo di nuovi fondi, è stato compiuto nel 2018: la cifra raccolta, infatti, si è spinta fino a 510 milioni di euro. Un primo passo che ha testimoniato il crescente interesse per gli investimenti in startup italiane. Nel 2019 la raccolta ha continuato a crescere fino ad arrivare a 606 milioni nel 2019 e a 781 milioni nel 2020.

Gli investimenti nelle startup italiane

Ma è l’anno scorso che l’interesse ha davvero fatto il salto, arrivando ad un’altra dimensione. Nel 2021, infatti, le startup italiane hanno attratto 2,9 miliardi di euro in 534 operazioni. Nello specifico si è trattato di 314 round di venture capital, 171 campagne di equity crowdfunding e 23 altri veicoli di investimento. «Il mercato dell’innovazione inizia ad esprimere dimensioni e track record inimmaginabili una decina di anni fa», ha commentato Andrea di Camillo, founder e managing partner di P101 sgr. «A colpire è la dimensione sempre più crossborder con cui il sistema dell’innovazione del nostro Paese si sta misurando. Ritengo – ha concluso – che la dimensione, finora limitata, dei fondi a disposizione sia stata tra gli ingredienti chiave. Un sistema in grado anche di esprimere investitori attenti e capaci di accompagnare e guidare la crescita delle società oltre che di sostenerle economicamente».