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Twitter assolda i super-legali contro Musk e in Borsa rimbalza

In Digitale
12 Luglio 2022

La vicenda di Twitter e Musk 

Twitter torna a vedere verde a Wall Street. Dopo il pesante crollo di ieri il titolo del social network è rimbalzato sull’onda di una lunga e spettacolare causa contro Elon Musk per la sua decisione di fare un passo indietro dall’accordo da 44 miliardi di dollari per rilevare la società e delistarla. 

La causa con Twitter

Una causa lunga e mediaticamente seguita potrebbe portare instabilità a Twitter, danneggiandola sul mercato. Anche per questo, forse, Twitter ha dato mandato ad alcuni pesi massimi tra gli studi legali statunitensi esperti di fusioni per la causa che sta mettendo in piedi contro il ceo di Tesla. Secondo quanto riporta Bloomberg, il social network si sarebbe rivolto a Wachtell, Lipton, Rosen & Katz. Si tratta di nomi di spicco nel panorama legale a stelle e strisce. L’obiettivo del cda della piattaforma sarebbe quello di intentare la causa già all’inizio di questa settimana.

Il vantaggio del social network di assumere Wachtell per rappresentarli è avere dalla propria parte avvocati come Bill Savitt e Leo Strine, che in passato sono stati cancellieri della Delaware Chancery Cort, dove il caso sarà trattato in quanto la sede aziendale della società che cinguetta si trova proprio in Delaware. Già definiti, invece, i legali di Elon Musk: Quinn Emanuel Urquhart e Sullivan Llp.

Le mosse di Musk

L’uomo più ricco del mondo intanto scalda le polveri in attesa di settimane che si preannunciano scoppiettanti. Tramite un meme pubblicato tramite il suo account Twitter, Musk ha deciso di iniziare a punzecchiare il cda. Il ceo di Tesla ha sottolineato i cambi di direzione del board di Twitter: dall’iniziale presa di posizione contro l’acquisizione del miliardario al tentativo ora di obbligarlo a portare a termine la transazione in tribunale. Ma, soprattutto, Musk evidenza come in tribunale il social network sarà «obbligato a rendere pubblici i dati e le informazione sugli account bot e spam». Proprio la presunta mancanza di trasparenza è stata utilizzata dal ceo di Tesla per stracciare l’accordo.

La vicenda Twitter

Il nodo è ormai noto. La società stima gli utenti falsi siano il 5% di quelli attivi sulla piattaforma, mentre Musk ritiene che siano molti di più (in passato ha ipotizzato anche che fossero il 20%). Dopo un tira e molla di quasi due mesi, Twitter aveva dato al promesso sposo e al suo team di esperti la possibilità di accedere a una serie di dati. Ma nella giornata di venerdì scorso è emersa la volontà del ceo di Tesla di rinunciare all’accordo per l’acquisizione della piattaforma, teoricamente da chiudere entro la fine dell’anno, ritenendo impossibile verificare quanti fossero gli account fake o spam presenti su Twitter.