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La crisi morde imprese e famiglie? Il Fisco va all’assalto dei contribuenti

In Economia
21 Giugno 2022

I controlli dell’Agenzia delle Entrate

Alla faccia del Fisco amico. Mentre mancano all’appello 2,4 miliardi di incassi per le cartelle della rottamazione ter e del saldo e stralcio, l’Agenzia delle Entrate promette più controlli anti-frode. Con un focus su bonus, accesso illegittimo ai contributi a fondo perduto e ristori. Assolutamente legittimo, considerate maxi-frodi come quella da oltre 4 miliardi sui bonus edilizi. tanto più che il governo di Mario Draghi non può permettersi evasione a livelli record.

L’indirizzo operativo dell’Agenzia delle Entrate

L’altra faccia della medaglia è però che il nuovo indirizzo operativo agli uffici inviato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini rischia di aprire una nuova pesante fase difficile per i contribuenti. Già perché se da un lato l’Agenzia fa il suo mestiere proponendo l’adempimento spontaneo con lettere di invito a mettersi in regola, dall’altro il contribuente, cittadino o impresa che sia, dovrà verificare che non vi siano errori. Il che significa dedicare tempo, risorse e quindi anche denaro a «difendersi» da un fisco aggressivo che rende la vita difficile a cittadini ed imprese nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti.

Dal canto suo, l’Agenzia promette di farsi in quattro al servizio dei contribuenti. svolgendo attività di «servizi, consulenza, prevenzione, contrasto all’evasione e contenzioso». Come riferisce una nota delle Entrate, l’obiettivo è di assicurare «servizi più efficienti e dialogo online»: videocall, call center e web, per «migliorare l’assistenza ai cittadini e accelerare l’erogazione di rimborsi e contributi a fondo perduto, per restituire alla collettività la liquidità necessaria». Inoltre, «particolare attenzione sarà prestata alla lavorazione dei rimborsi richiesti con la presentazione del modello 730, ma anche i rimborsi Iva» grazie alla possibilità per l’Agenzia di incrociare i dati della fatturazione elettronica. Funzionerà?

Boom di ricorsi nel primo trimestre

Se infatti nel primo trimestre calano le controversie pendenti (-17% al 31 marzo con 261.704 fascicoli), salgono invece i ricorsi. E aumentano a ragione visto che, alla fin e della fiera, come spiega il Tesoro, l’Agenzia ha completamente ragione sia in commissione tributaria provinciale che regionale solo nella metà dei casi (circa il 52%). In dettaglio, i ricorsi presentati nelle Commissioni tributarie provinciali (CTP) sono schizzati dell’88% (27.506), mentre sono scese le definizioni (-11,4% pari a 34.689). Nello stesso periodo nelle Commissioni tributarie regionali (CTR), gli appelli sono cresciuti del 9,3% (11.388) e le definizioni (15.482 provvedimenti) sono scese del 10,7%. Ma l’ente ha ottenuto giudizi completamente favorevoli solo nel 52% dei casi per un importo totale da circa 2,6 miliardi. Segno fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

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Giornalista di economia e finanza. Ha lavorato per i principali editori italiani fra Milano, Roma e Parigi. È autrice del libro "Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei" (2015), recensito in Italia e all'estero e attualmente unico libro in inglese sul miliardario bretone, e "Telecommedia a banda larga, cronaca breve della disconnessione politica italiana" (2020). Unico giornalista italiano citato da Reporters without borders nel rapporto sugli Oligarchi alla conquista dei media del Vecchio continente.