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Bonus da 200 euro non per tutti, ci sono dei lavoratori di serie B

In Da non perdere, Economia, In evidenza
30 Luglio 2022

Il Bonus da 200 euro

Incontri a Palazzo Chigi con una girandola di sigle che illustrano le priorità a Mario Draghi per definire i contenuti del decreto Aiuti-bis. Il presidente del Consiglio ascolta, prende appunti, lima gli articoli già abbozzati del nuovo intervento, che valgono 14,3 miliardi di euro, da mettere in campo per sostenere imprese e famiglie. Il Parlamento, del resto, si è già espresso approvando la risoluzione che consente di investire l’extragettito degli ultimi mesi. Eppure, mentre si pensa al futuro, resta in sospeso una norma che sarebbe già prevista dal primo decreto Aiuti, quello che è costato la caduta al governo Draghi: il bonus per sostenere il potere d’acquisto.

Lavoratori di serie b

A pagarne dazio sono i lavoratori autonomi, come spesso accade, che sarebbero destinatari della misura. E vengono trattati come lavoratori di serie B, per la lentezza del ministero del Lavoro, guidato da Andrea Orlando, in asse con il collega titolare dell’Economia, Daniele Franco. Sono i due dicasteri chiamati a impegnarsi sul decreto attuativo, di cui ancora oggi non c’è traccia. I dipendenti assunti con contratto, sia pubblici sia del settore privato, nelle ultime settimane hanno ricevuto una busta paga più corposa, grazie all’aggiunta dei 200 euro. Niente di straordinario rispetto all’aumento dell’inflazione. Un beneficio che, però, non vale per tutti. Specie per le Partita Iva, costrette a barcamenarsi fra le crescenti difficoltà tra pandemia e tensioni internazionali. La deputata di Fratelli d’Italia, Lucia Albano, ha apertamente parlato di «discriminazione» e ha presentato un’interrogazione alla Camera, caduta nel vuoto. O meglio il Mef ha fatto sapere che il testo era in «avanzata fase di predisposizione».

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