Cereali, produzione su. La guerra del grano costerà cara all'Italia
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AperturaEconomia Ven 08 settembre 2023

Cereali, la produzione sale. Ma la guerra del grano rischia di costare cara all'Italia

Senza l'intesa fra Russia e Turchia, il grano scarseggerà nel Mediterraneo. E i flussi migratori potrebbero aumentare Cereali, la produzione sale. Ma la guerra del grano rischia di costare cara all'Italia PRODUZIONE RACCOLTA GRANO ITALIANO TREBBIATURA FRUMENTO
Fiorina Capozzi
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Fiorina Capozzi

Giornalista di economia e finanza con esperienza internazionale e autrice di "Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei" (2015) e "Telecommedia a banda larga" (2020). Riconosciuta da Reporters without borders per il suo lavoro sui media europei.

La produzione cerealicola mondiale aumenterà nel 2023 dello 0,9%. Ma la quantità di grano sul mercato scenderà. Almeno queste sono le previsioni della Fao nel suo report Cereal Supply and Demand Brief. La situazione è quindi estremamente delicata sul mercato delle commodieties. Con la guerra fra Russia e Ucraina che non aiuta affatto a mantenere la stabilità nel Mediterraneo. Ma, anzi, rischia di essere alla base di nuovi contrasti e di un incremento del flusso migratorio dall’Africa verso l’Europa mediterranea con un impatto diretto sulla situazione degli sbarchi in Italia, Grecia, Spagna e Francia. 
 
Difficile immaginare una svolta diplomatica sul tema dopo la fumata nera nel vertice di pochi giorni fa fra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan a Sochi. L’atteso incontro non ha infatti  portato alcuna decisione sul rientro di Mosca nell’accordo sul grano. Putin ha ribadito che accetterà una ripresa dell’intesa per l’esportazione dei cereali ucraini solo quando saranno totalmente eliminate le restrizioni all’ export russo di grano e fertilizzanti. 

La produzione mondiale è in evoluzione

La Fao prevede si raggiungano i 2.815 milioni di tonnellate, al pari della produzione record realizzata nel 2021. Mentre la produzione mondiale di grano è invece destinata a diminuire del 2,6% rispetto al 2022, la produzione totale di cereali secondari e prevista in aumento del 2,7%.
 
In particolare,  la produzione di mais che dovrebbe raggiungere un nuovo record di 1.215 milioni di tonnellate, sostenuta da forti raccolti in Brasile e Ucraina. Quanto al riso, la produzione mondiale 2023/24 è stimata in miglioramento (+1,1%) rispetto alla stagione precedente. L’utilizzo mondiale di cereali nella prossima stagione e previsto a 2.807 milioni di tonnellate, lo 0,8% in piu rispetto al livello del 2022/23. 
 

Il commercio mondiale di cereali subirà però una battuta d’arresto

La Fao ha abbassato le previsioni per gli scambi internazionali 2023/24: la previsione è di  466 milioni di tonnellate, con un calo dell’1,7% rispetto alla stagione di commercializzazione precedente. Anche i volumi scambiati di grano e mais sono tutti previsti in calo, a causa di una serie di ragioni, tra cui il calo delle esportazioni dell’Ucraina dovuto alle interruzioni del commercio associate alla guerra in corso.
 
L’organizzazione ha anche abbassato le previsioni per il commercio mondiale di riso rispetto al dato di luglio, considerando l’inasprimento delle restrizioni alle esportazioni da parte dell’India. Sebbene la durata di queste restrizioni e la loro portata siano incerte, se protratte nel tempo e se El Nino dovesse indurre vincoli di produzione in altri esportatori asiatici, potrebbero mantenere modesta la ripresa del commercio di riso prevista per il 2024, ha affermato la Fao. 
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