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Ma quale Tax free day? L’estate resta sempre la stagione delle tasse

In Economia
8 Giugno 2022
Lo Stato ha fatto il pieno di entrate fiscali (più 10%) e, mentre promette aiuti contro il caro-energia, incassa 3,7 miliardi in più tra Iva e accise sul petrolio, ma il debito pubblico sfonda il record dei 2.750 miliardi

Tra Iva, Imu, Tasi attesi gli italiani devo versare 20 miliardi

Dopo averci raccontato la fake news messa in giro dal direttore dell’Agenzia delle entrate Enrico Maria Ruffini, secondo cui in Italia ci sono 19 milioni di evasori – semmai si tratta di debitori, visto che metà di questi stando alle statistiche se fa ricorso contro la cartella che gli è stata inviata vince – la propaganda fiscale non si ferma. Quasi a reti unificate ci hanno tenuto a spiegare i signori dell’Erario che ieri era il Tax Free Day, che quest’anno – grazie alle minori tasse – si anticipava di un giorno la liberazione dal peso delle tasse.

Debito pubblico record

Ci sono però alcuni numeri da considerare: lo Stato ha fatto il pieno di entrate fiscali (più 10%) e, mentre promette aiuti contro il caro-energia, incassa 3,7 miliardi in più tra Iva e accise sul petrolio, ma il debito pubblico sfonda il record dei 2.750 miliardi. Forse proprio tutto non torna. Giugno, che ci raccontano essere la liberazione dal peso delle imposte, è invece il mese terribile per gli adempimenti. Da qui al 16 si versano l’Iva, le ritenute alla fonte dei contributi Inps da parte dei sostituti d’imposta che fanno il lavoro – non retribuito – per conto dello Stato, la prima rata dell’Imu che quest’anno è di una singolare pesantezza. Si racconta che in Italia non c’è una patrimoniale. Ed è una favola metropolitana.

Cuba oltre 20 miliardi. Le aliquote sono state tutte alzate (passano dal 7,6 all’8,6 per mille sugli immobili diversi dall’abitazione principale, dal 4 al 5 per mille per le abitazioni principali non esenti), a gravare sull’Imu c’è oggi l’accorpamento con la Tasi che sparisce, ma ci sono in questa tassa delle autentiche vessazioni. Per esempio, i box di pertinenza dell’abitazione principale, i fabbricati strumentali all’impresa, i terreni agricoli. Passato il Covid lo Stato – tranne che per l’anacronistico obbligo delle mascherine – torna a battere cassa e l’Imu si versa o al 50% (con una rivalutazione delle rendite catastali e poi dicono che non succederà nulla col nuovo catasto) il 16 giugno e la seconda rata il 16 dicembre o tutta insieme.

Non passano neppure due settimane ed eccoci di nuovo in fila per pagare. Il 30 giugno si versano saldo 2021 e primo acconto (una follia che esiste solo in Italia l’acconto sui guadagni attesi) di Irpef, Ires, Irap, cedolare secca e imposte sostitutive. Inoltre, le attività economiche che hanno ricevuto sostegni Covid devono dichiararli, così come entro il 20 giugno si può annullare la dichiarazione 730 pre-compilata e presentare quella elaborata dal contribuente. Quest’elenco serve solo a dimostrare che si è avvita una campagna di disinformazione sul fisco facendo credere che c’è una massa enorme di evasori contro i quali l’Agenzia delle entrate combatte strenuamente e che comunque da ieri siamo liberi. A quale scopo? Probabilmente per celare altri due dati su cui quasi nessuno si sofferma. Il primo è questo: a fronte di una situazione economica del Paese che l’Istat ieri ha certificato in termini molto preoccupanti (crescita stimata al 2,8%, inflazione al 5,8, ma prospettive di un ulteriore peggioramento) il ministero dell’Economia certifica un boom delle entrate fiscali.

Gli incassi dello Stato

Nel primo quadrimestre gli incassi dello Stato sono esplosi: le entrate tributarie ammontano a 148,311 miliardi di euro, con un incremento di 14 miliardi e 279 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+10,7%). Gli italiani, e soprattutto le imprese – dal commercio al turismo all’artigianato, gravate dal rincaro fuori controllo dell’energia e delle materie prime – hanno dovuto comunque mettere mano al portafoglio perché son finite le sospensioni Covid. E il Mef ne prende atto con soddisfazione sottolineando che il recupero di getto sospeso causa pandemia con la rateizzazione dei versamenti potrà determinare effetti di gettito anche nel corso dei prossimi mesi del 2022.

Aumentato le entrate da Iva

In aumento anche le entrate da Iva, in calo, invece, le imposte sul reddito delle società (Ires). Ad aprile le entrate tributarie sono state pari a 34,9 miliardi (+658 milioni, +1,9%). Le imposte dirette hanno avuto una diminuzione del gettito di 1,5 miliardi (-9%) e quelle indirette sono invece cresciute di 2,1 miliardi (+12,4%). Nel primo quadrimestre del 2022 le imposte dirette ammontano a 78, 5 miliardi di euro, con un aumento di 3,5 miliardi (+4,7%). Il gettito dell’Irpef si è attestato a 67,4 miliardi di euro con un aumento di 1,8 miliardi (+2,8%). Le entrate Iva sono risultate pari a 45,4 miliardi di euro (più 8 miliardi di euro, pari a +21,5%).

Gli extra profitti

E c’è un secondo dato da tenere in conto. Si sente continuamente magnificare la mossa del Draghi; tassare gli extra-profitti delle imprese che distribuiscono gas, carburanti ed energia per trovare le risorse da destinare a calmierare l’impatto delle bollette su famiglie e aziende. Al di là della legittimità o meno di tassare gli extra profitti nessuno dice agli italiani questa cifra: lo Stato nei primi quattro mesi dell’anno si è fatto ricco con il caro petrolio e fino ad aprile ha incassato tra Iva e accise 37 miliardi in più rispetto al primo quadrimestre di un anno fa.

A far guadagnare l’Erario è stata l’impennata dell’Iva sulle importazioni di petrolio e gas (più 55,1% pari a oltre 2,4 miliardi) e dato aggiornatissimo sull’energia elettrica e sul gas fino a tutto aprile lo Stato ha guadagnato 1,3 miliardi in più. Giusto per capire come stanno le cose a fine marzo la Banca d’Italia ha certificato il nuovo record del debito italiano: 2.755 miliardi. La colpa? Dei 19 milioni di presunti evasori.