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EconomiaPrimo piano Ven 20 gennaio 2023

L'ad di Intel gela l'Italia: per il sito sui chip decideremo entro l'anno

Pat Gelsinger: per il progetto di beck end l’Italia è ancora in gioco, ma anche altri Paesi sono candidati. Occhio all'Irlanda

Parla l’amministratore delegato di Intel Pat Gelsinger

Prima ci sono state le indiscrezioni, quindi sono arrivati gli spifferi dall’America e infine le parole ufficiali dell’amministratore delegato di Intel Pat Gelsinger che in occasione del World Economic Forum di Davos ha rilasciato al Corriere della Sera delle dichiarazioni importanti sul mega-investimento – si parla di 3 miliardi e potenziali 6mila posti di lavoro considerando anche l’indotto – che fino a pochi mesi fa sembrava sicuro in Italia e che invece adesso viene messo in dubbio. Parliamo di semiconduttori. I chip che sono diventati essenziali in quasi tutte le produzione a più alto valore aggiunto. Pc, tv o smartphone certo, ma anche auto, treni e tir solo per fare qualche esempio. Senza si ferma tutto. Ecco perché – la volontà è quella di diversificare rispetto al maggior produttore al mondo, la Tsmc di Taiwan – il colosso americano dei semiconduttori ha deciso di investire in Europa.

Germania, Francia ma anche Italia. L’Italia appunto con il governo Draghi e il ministro Colao a marzo aveva strappato un impegno affinché una fetta consistente dei 17 miliardi di progetti annunciati finisse nel Belpaese. L’Italia era destinataria della fase del «back-end», quella della post-produzione. I siti in lizza per la costruzione di un impianto molto sofisticato erano quelli di Chivasso in Piemonte e di Vigasio in provincia di Verona. Già si brindava alle nuove opportunità di creare lavoro, ma poi le cose sono cambiate. Tra le cause – stando ai ben informati – ci sarebbe anche l’eccessiva personalizzazione del rapporto tra Colao e Gelsinger. L’ex ministro per l’Innovazione tecnologica non avrebbe condiviso il dossier e quindi con il cambio di governo la partita per l’Italia è diventata più difficile. 

“Con la Germania stiamo andando avanti”, ha chiarito Gelsinger. Mentre per il progetto di beck end ancora non è stato scelto il Paese ospitante.  “In origine abbiamo annunciato un impianto di packaging nell’Ue, e anche questo progetto resta. Adesso dobbiamo vedere dove farlo atterrare, in quale Paese… L’Italia è ancora in gioco, ma anche altri Paesi sono candidati. Stiamo cercando di vedere dove. Decideremo entro l’anno”. Il capo di Intel – si legge ancora sul Corriere della Sera – riferisce di averne parlato al telefono da Davos con il premier Giorgia Meloni martedì sera. In corsa oltre all’Italia ci sono anche Irlanda, Spagna e Polonia. La partita si è riaperta ufficialmente e l’esito sembra tutt’altro che scontato. 

Intanto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Alfonso Urso a margine dell’inaugurazione di Vicenzaoro ha chiarito che il governo è in costante contatto “sia con Intel che con le istituzioni europee per cercare di garantire all’Italia l’insediamento relativo ai microchip… Il Governo è in prima linea in questo progetto, un progetto in cui crediamo perché importante e significativo anche dal punto di vista dello sviluppo tecnologico… un progetto per il quale abbiamo risposto positivamente a tutte le esigenze che ci sono state sottoposte. – Starà infine all’azienda scegliere dove vorrà insediarsi”.

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