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Nuova minaccia della Lagarde: al via con la vendita dei titoli di Stato

In Economia
18 Novembre 2022

La Lagarde annuncia la vendita di bond

“È opportuno che il bilancio, in modo misurato e prevedibile, sia normalizzato”. La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha confermato che presto l’istituto di Francoforte comincerà a vendere i titoli di Stato acquistati durante gli ultimi anni. “A dicembre definiremo i principi-chiave per ridurre il portafoglio di bond”, ha precisato, promettendo comunque flessibilità nei reinvestimenti.

I titoli di Stato italiani, che presto dovranno rinunciare a quello che di fatto era uno scudo anti spread, hanno inizialmente accolto male queste parole: il rendimento del Btp decennale ha in un primo momento superato la soglia del 4%, poi però è sceso. Stabile il differenziale coi Bund tedeschi, in rialzo la Borsa di Milano

La Lagarde, che parlava all’European Banking Congress, ha anche confermato che i rialzi dei tassi di interesse continueranno. “La Bce farà in modo che una fase di alta inflazione non alimenti le aspettative di inflazione, consentendo il consolidamento di un’inflazione troppo alta. Abbiamo agito con decisione, alzando i tassi di 200 punti base, e prevediamo di alzare ulteriormente i tassi fino ai livelli necessari per garantire che l’inflazione ritorni tempestivamente al nostro obiettivo di medio termine del 2%”. Quanto bruschi saranno i prossimi aumenti, tuttavia, “sarà determinato dalle prospettive dell’inflazione”, ha precisato la Lagarde.

Il mercato ha interpretato questa posizione come tutto sommato più morbida del previsto. Ben diversi invece parole e toni usati dal governatore della Banca centrale olandese (e membro del consiglio direttivo della Bce) Klaus Knoot: “La nostra risposta deve essere risoluta, e questo implica che la politica monetaria deve entrare in un territorio restrittivo per smorzare la domanda”, ha detto, dicendosi poi favorevole ad affrettare l’inizio della “stretta quantitativa” con uno “stop anticipato ma parziale ai reinvestimenti” nei titoli in scadenza in portafoglio “per testare le acque prima di calibrare il ritmo definitivo”.

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Nato a Udine nel 1978, approdato al giornalismo abbastanza tardi, ha lavorato vari anni a Libero con una breve parentesi al Giornale. Non ama viaggiare, non ha hobby, diffida dei fact checker. Orientamento politico: «Il passo che deve fare l’Unione Europea per ritrovare la forza delle sue radici è un passo di creatività e anche di “sana disunione”. Cioè dare più indipendenza, più libertà ai Paesi dell’Unione» (Papa Francesco, 26 giugno 2016).