Ponte sullo stretto, la storia dell'opera fantasma e i progetti futuri
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Economia Sab 29 ottobre 2022

Salvini insiste per il Ponte sullo stretto, convocati i governatori

Matteo Salvini, neo ministro delle Infrastrutture, ha le idee chiare sulla costruzione del ponte sullo stretto. "Dopo 50 anni Salvini insiste per il Ponte sullo stretto, convocati i governatori PROGETTO PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA PLASTICO
Marco Vassallo
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Marco Vassallo

Il ponte sullo stretto: un’idea antica

Matteo Salvini, neo ministro delle Infrastrutture, insiste sulla costruzione del ponte sullo stretto. “Dopo 50 anni di attesa c’è già un’ipotesi di costi e di tempistica”, ha detto il leader leghista. E sabato 29 ottobre Salvini ha fatto sapere di avere convocato a breve al ministero di Porta Pia i due governatori di Regione interessati alla grande opera pubblica: Renato Schifani (Sicilia) e Roberto Occhiuto (Calabria).

RENATO SCHIFANI

 

Storia di un’opera mai realizzata

L’idea di collegare la Sicilia alla penisola è storia antica, antichissima. I documenti ci portano indietro addirittura all’epoca romana. Narra Plinio il Vecchio di un ponte fatto di barche e botti per trasportare dalla Sicilia 140 elefanti da guerra catturati ai cartaginesi nella battaglia di Palermo durante la prima guerra punica. L’idea di un’opera permanente ha poi attraversato varie menti nel corso dei secoli e delle dominazioni.

Il Ponte Magno

Ci aveva pensato ad esempio Carlo Magno a costruire un ponte, ma poi le difficoltà dei lavori – insormontabili per l’ingegneria dell’epoca – lo fecero desistere. Nel 1840, invece, fu Ferdinando II di Borbone a progettare la realizzazione del ponte con il coinvolgimento di un gruppo di esperti che dovevano fornirgli dell’idee. Le idee c’erano ma poi il sovrano rinunciò ai lavori per i costi eccessivi.

Dopo varie discussioni e tentativi dall’Unità d’Italia in poi – si pensò anche a un condotto sottomarino – bisogna aspettare il 1968 quando all’ANAS, alle Ferrovie dello Stato, e al CNR furono affidate le verifiche di fattibilità. Nel 1971 fu poi il governo Colombo ad approvare la legge n. 1158 che autorizzava la creazione di una società di diritto privato a capitale pubblico, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del collegamento stabile viario e ferroviario. Società concessionaria che fu di fatto costituita nel 1981.

Dopo anni di burocrazia nel 2009, durante il governo Berlusconi, fu posata addirittura la prima pietra. I primi cantieri, relativi ai lavori propedeutici, furono avviati il 23 dicembre 2009 e consistevano nella deviazione dell’esistente tratta ferroviaria tirrenica in corrispondenza di Cannitello, poco a nord di Villa San Giovanni. Ma poi non se ne fece più nulla e la società fu messa in liquidazione nel 2013. Dopo sette anni se ne riparlò nel 2020 quando il Governo Conte riaprì parzialmente alla realizzazione dell’opera.

L’impegno di Salvini

Chissà se con questo governo, ci sarà davvero una svolta. “Il Ponte sullo Stretto potrebbe essere un simbolo, così come lo è stato il Ponte di Genova, che dimostri l’efficienza degli ingegneri italiani“, ha detto Salvini. “Ho già fatto la prima riunione operativa con i tecnici. C’è già un’ipotesi di costo e di tempistica. Ci sono tempi e costi, l’insularità a siciliani e calabresi costa 6 miliardi all’anno. Ho già fatto la prima riunione operativa informale con una decina di docenti universitari, ingegneri ed esperti su questo tema. Quando uno mi dice non si può fare o me lo certificano oppure io voglio andare fino in fondo”. Poi ha continuato evidenziando le criticità. “Qui però abbiamo a che fare con una società in liquidazione dal 2013, con un esborso in questi anni di 300 milioni di euro per un non ponte. Un progetto c’è. Il governo uscente a settembre ha messo altri 50 milioni di euro per studiare altri futuribili progetti. Conto che nei prossimi mesi ci sia finalmente una parola certa”.

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