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Attesa per lo scudo anti-spread della Bce. Possibile nuovo aumento dei tassi

In Economia
24 Giugno 2022
Nel bollettino economico stime al ribasso per il Pil: solo +2,8% nel 2022

Il bollettino economico della Bce

Una sempre maggiore apertura a un rialzo a settembre di 50 punti, nuove previsioni al ribasso per il Pil del 2022 e 2023 e la consapevolezza che l’inflazione prevista sia ben oltre il target del 2% anche al netto dei beni energetici e alimentari. È quanto scrive la Banca centrale europea nel Bollettino economico rilasciato ieri, alla vigilia di un momento che può essere fondamentale per l’Italia.

Cresce infatti l’attesa per le parole di Christine Lagarde, che oggi dovrebbe presentare ai leader dell’eurozona le basi del nuovo scudo anti-frammentazione in occasione dell’eurosummit e del vertice dedicato ai temi economici a Bruxelles del Consiglio europeo. Un momento che si prevede teso: la sensazione è che i falchi non siano convinti del nuovo intervento di Francoforte e ribadiranno il loro scetticismo verso la mossa dell’Eurotower.

Tassi d’interesse e inflazione

In attesa di capire quale sarà la modalità e la forza dell’intervento dell’istituto centrale europeo contro lo spread, quello che è certo è che la Bce voglia contrastare l’inflazione. All’interno del bollettino il Consiglio direttivo della Bce «assicurerà» che l’inflazione «ritorni sull’obiettivo del 2% a medio termine».
Secondo quanto scritto «l’inflazione complessiva dovrebbe collocarsi lievemente sopra l’obiettivo della Bce nel 2024» considerando anche il fatto che a maggio il carovita «ha ripreso ad aumentare in misura significativa, principalmente a causa dei rincari dei beni energetici e alimentari», anche per effetto dell’impatto della guerra in Ucraina (e delle sanzioni contro la Russia). Il mese scorso l’inflazione è salita all’8,1% e, malgrado gli interventi pubblici, «i prezzi dell’energia si collocano su un livello superiore del 39,2% rispetto a un anno fa». Anche al netto dei beni energetici e alimentari (+7,5% a maggio, riflettendo in parte la rilevanza di Ucraina e Russia tra i principali produttori agricoli mondiali), le prospettive sono di un’inflazione sopra il target fino al 2024: 3,3% nel 2022, 2,8% nel 2023 e 2,3% nel 2024.

Per questo si sta facendo sempre più largo l’idea di dare una piccola accelerata al piano di normalizzazione della politica monetaria che farà felice il fronte dei falchi. In occasione della riunione di luglio, come scrive la Bce nel bollettino, è previsto un rialzo di 25 punti base. «Su un periodo più esteso, (la Bce, ndr) prevede di aumentare nuovamente i tassi di riferimento a settembre». Per definire quale sarà la portata l’occhio andrà tenuto sull’aggiornamento delle prospettive di inflazione a medio termine. Se queste rimarranno «invariate o si deterioreranno», la Bce ritiene che «sarà opportuno un incremento superiore». Tradotto: +0,50%.

La crescita prevista

«L’ingiustificata aggressione della Russia all’Ucraina continua a gravare sull’economia in Europa e oltre i suoi confini. Sta determinando interruzioni degli scambi e carenze di materiali, oltre a contribuire alle elevate quotazioni di beni energetici e materie prime. Tali fattori continueranno a pesare sulla fiducia e a frenare la crescita, soprattutto nel breve periodo», si legge ancora all’interno del bollettino economico. Tanto che le stime del Pil sono state riviste al ribasso: +2,8% nel 2022, +2,1% nel 2023

Tuttavia, per la Bce, ci sono ancora le condizioni «perché l’espansione economica proceda, grazie alla riapertura dell’economia in atto, alla solidità del mercato del lavoro, al sostegno di bilancio e ai risparmi accumulati durante la pandemia». Terminate le circostanze avverse, prevede Francoforte, «l’attività economica dovrebbe tornare ad accelerare».