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Tassi e spread, oggi il giorno della verità. Lagarde prepara la stretta di luglio

In Economia
9 Giugno 2022

Il giorno della Banca centrale europea

Oggi è il giorno della Banca centrale europea. Christine Lagarde e il consiglio direttivo della Bce si riuniranno oggi con l’obiettivo di prendere le decisioni più adeguate per risolvere il rebus di come porre fine agli acquisti di debito senza infiammare lo spread che ha già preso a correre. Il tutto condito con la crisi economica provocata da Mosca e la necessità di alzare i tassi con l’inflazione oltre l’8%.

Il rebus dei tassi

Nella riunione ospitata dalla banca centrale olandese ad Amsterdam i governatori hanno davanti una revisione al rialzo delle previsioni d’inflazione e una costellazione di rischi per la crescita: l’Eurostat ha migliorato il Pil a 0,6%, da 0,3% per il primo trimestre, ma le istituzioni internazionali non sono ottimiste e vedono nero per il 2022. L’economia dell’Eurozona rischia la stagflazione e i prezzi sono già decollati, arrivando all’8,1% a maggio.
La decisione sui tassi di interesse, apparsa scontata fino a qualche giorno fa, ora è un dilemma. Il consenso degli economisti punta chiaramente su un primo rialzo dei tassi a luglio, da 25 punti base, ma ben cinque governatori falchi premono per un intervento più incisivo dell’istituto di Francoforte. Anche perché la Federal Reserve sta procedendo con rialzi da 50 punti base, producendo un apprezzamento del dollaro che crea ulteriore inflazione in Europa. L’ipotesi dunque non è stata eliminata dal tavolo nemmeno dalla presidente Lagarde. Anche per questo, oltre le decisioni che verranno prese, sono molto attese le parole dai mercati, che cercheranno di trarre indizi sulla velocità con cui la Bce uscirà dai tassi negativi (-0,50%).

Gli acquisti di bond

Prima, però, la Bce chiuderà gli acquisti netti di bond che vanno avanti dal 2015. L’idea è che verranno chiuse fra fine giugno e inizio luglio, in vista della fatidica riunione del 21 luglio, quella del primo rialzo dei tassi. Ma i bond stanno producendo un secondo rebus a cui Francoforte sta cercando una soluzione. L’avvicinarsi della fine del Quantitative easing, infatti ha già fatto impennare lo spread italiano oltre quota 200. Tanto che dai governatori della Bce da mesi filtrano indiscrezioni su uno scudo anti-spread in preparazione a Francoforte.

Se non arriverà direttamente l’annuncio di un pacchetto vero e proprio, Lagarde potrebbe usare la conferenza stampa per indirizzare dei messaggi ben precisi per provare a spegnere sul nascere l’incendio che si sta sviluppando sui nostri Btp. Finora l’idea per raffreddare lo spread era stata usare i reinvestimenti del programma pandemico Pepp. Ma, secondo calcoli di Bloomberg, non genererebbero più di tre miliardi al mese di acquisti di Btp. Per questo gli uffici tecnici della Bce stanno studiando un programma mirato ai Paesi in difficoltà. Tuttavia anche questo piano avrebbe un lato negativo, con il rischio di riportare alla luce il divieto di

La speranza di Francoforte

Per questo Lagarde potrebbe rimanere ambigua, limitandosi a un impegno verbale per contrastare lo spread e rinviando decisioni concrete a tempi più propizi. La speranza di Francoforte è che un’inflazione in calo riesce ad ammorbidire la posizione dei falchi presenti all’interno della Bce. La via, insomma, è stretta. In entrambi i casi è concreto il rischio che i mercati mettano alla prova la determinazione della Bce. La conseguenza sarebbe l’arrivo di una fase di instabilità finanziaria che, con la guerra e il pericolo recessione negli Usa, è lo scenario più indesiderato per l’Unione europea.