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Tim, Labriola ha un piano B se fallisce l’accordo per la Rete unica

In Economia
7 Luglio 2022

Le parole dell’amministratore di Tim Labriola

“Mio padre mi ha sempre insegnato di avere sempre un piano B, ragion per cui non posso permettermi di non avere un’alternativa rispetto a quello che stiamo negoziando”. Suonano un po’ come un monito le parole pronunciate dall’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, in occasione del Capital Market Day. Parlando della vendita della rete a Open Fiber e Cdp, ha precisato che se il piano non dovesse realizzarsi “ho detto agli azionisti che c’è anche un piano B”.

Su quale sia Labriola non si sbilancia. “Stiamo studiando anche delle soluzioni alternative, ma la via maestra nell’interesse di tutti, azionisti e Paese, è la conclusione di un accordo con Cdp”, aggiunge. Poi in conference call con gli analisti ribadisce come Tim goda di una solida posizione di liquidità. “Nei prossimi trimestri – conclude – non avremo bisogno di attingere al mercato dei capitali, in quanto le scadenze del nostro debito sono completamente coperte fino al 2024”.

La firma del memorandum

Lo scorso 29 maggio CDP Equity, società interamente partecipata da Cassa Depositi e Prestiti, Teemco Bidco S.à.r.l., società lussemburghese controllata da uno o più fondi gestiti da Kohlberg Kravis Roberts & Co. L.P. (KKR), Macquarie Asset Management, Open Fiber e TIM, avevano sottoscritto un protocollo di intesa non vincolante relativo al progetto di integrazione tra le reti di TIM e Open Fiber.

Come noto l’obiettivo è avviare un processo volto alla creazione di un solo operatore delle reti di telecomunicazioni, non verticalmente integrato, controllato da CDPE e partecipato da Macquarie e KKR, che consenta di accelerare la diffusione della fibra ottica sull’intero territorio nazionale.

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