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Vendite in crescita e nuovi trend, tutti i numeri del vino italiano

In Economia
24 Maggio 2022
VINITALY 2022 vino
Vendite in aumento del 5,7% per le bollicine, meglio del mercato +4,8% nel 2022. Pesa l’incertezza dei prezzi e la congiuntura internazionale.

L’indagine sul settore vinicolo nazionale

I maggiori produttori di vino italiano si attendono per il 2022 una crescita del 4,8%, che arriverebbe al
5,6% per la sola componente export. A spingere le vendite il successo delle bollicine (+5,7% i
ricavi complessivi, +7,5% l’export) mentre i vini fermi si aspettano un +4,6% (+5,3% l’export). Più
scettici sul futuro gli operatori esposti sul canale off trade (GDO e Retail), mentre il maggior
ricorso alla vendita diretta garantisce maggiore sicurezza. I mercati di prossimità (Paesi UE)
migliorano le aspettative sull’export.

Il 2021 dei maggiori produttori italiani di vino ha chiuso con un aumento del fatturato del 14,2%
(+14,8% il mercato interno, +13,6% l’estero). L’ebit margin ha riportato un lieve aumento al 6%
rispetto al 5,4% del 2020, il risultato netto è passato dal 4,2% al 4,3% del fatturato. I vini frizzanti
(+21%) hanno accelerato più dei vini fermi (+12,4%) mentre le cooperative hanno contenuto
la crescita al +9,2% (+19,6% le non cooperative). Prevalgono i mercati di prossimità (Paesi UE)
con il 41,2% dell’export, seconda area di destinazione il Nord America (34,1%); crescita
importante (+22,8%) per l’America centro-meridionale. Il 2021 ha preservato il canale Gdo che,
stabile al 35,6% del mercato, è cresciuto a valore del 13,5% e ha decretato la ripresa
dell’Ho.Re.Ca. (+28,1%), che passa dal 15,6% al 15,9%.

I consumi di vino

Due i trend in consolidamento: la premiumizzazione dei consumi e la maggiore attenzione alla
sostenibilità. Aumenti a doppia cifra per i vini Icon (+33,2%) e Premium (+20,2%), più contenuti
per i vini Basic (+8,7%), pari a metà delle vendite complessive. Tiene il bio, con vendite 2021 in
aumento dell’11%, per una quota di mercato del 3,3%; balzo in avanti per il vino vegan
(+24,8%) al 2,2% del totale. Cresce l’interesse anche per i vini naturali (+6,9%) e biodinamici
(+2,4%) ciascuno confinato all’1% del mercato.

Nel 2021 importanti operazioni di M&A nel mondo del vino hanno trasformato la classifica dei
principali produttori nazionali. La leadership di vendite nel 2021 resta appannaggio del gruppo
Cantine Riunite-GIV, con fatturato a 635,2 milioni (+9,7% sul 2020). Al secondo posto la Italian
Wine Brands (423,6 milioni di euro) che sale di cinque posizioni dopo l’acquisizione di Enoitalia
e della statunitense Enovation Brands Inc. Completa il podio il polo Botter-Mondodelvino
(Clessidra) in crescita del 19,3% sul 2020 a 415 milioni.

Dai conti aziendali emergono le specificità regionali. Nel 2020 il miglior Roi tocca alle aziende
piemontesi (8,2%), seconda posizione per quelle venete (5,5%) e sul gradino più basso del
podio le toscane (4,4%). I produttori toscani eccellono nella marginalità: con un Ebit margin al
14,6% distanziano i piemontesi (9,8%) e i lombardi (6,7%).

Oltre il 90% del wine e-commerce dei principali produttori è intercettato da piattaforme online specializzate con vendite in esplosione nel 2020 (+132,8% sul 2019). La classifica dei
principali pure player è guidata da Tannico che nel 2020 ha registrato ricavi per 37,1 milioni di
euro, in crescita dell’83% sul 2019.

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